Con Bonisioli (in visita a Venezia) trattati i temi Mose e impianto Gpl VENEZIA. Ha lasciato Venezia con tre dossier in mano, una graffetta in rosso sulla grana del deposito Gpl a Chioggia e la promessa di tornare a Venezia ogni due mesi, il ministro ai Beni Culturali Alberto Bonisioli, che sabato è stato a Venezia per incontrare gli amministratori del M5s e visitare la Biennale. A fare da Cicerone, la senatrice Orietta Vanin, ex assessore di Mira, che ha proposto all'agenda del ministro una diversa allocazione dei fondi per le opere destinati dallo Stato alle opere di compensazione ambientale del Mose. Si tratta di 266 milioni che obbligatoriamente lo Stato deve adoperare per cercare di ripristinare i luoghi sconvolti dai lavori dopo il verdetto dell'Europa sulla violazione delle norme comunitarie: barene, spiagge, rive, paesaggio. Vanin ha rilanciato: opere monumentali e il sistema dei forti a cominciare dal Forte San Felice di Chioggia. In sintesi: invece di disperdere l'ultima tranche di soldi sulla salvaguardia in interventi che non si sa come saranno spesi (anche se le quattro audizioni pubbliche di Provveditorato e Consorzio hanno raccolto indicazioni), meglio veicolare i fondi alquanto lontano da barene e laguna per dare un segno concreto. Il sistema dei forti, ad esempio. Sabato all'incontro col ministro c'era pure il vicesindaco di Chioggia Marco Veronese. «Ho portato all'attenzione di Ministro la vicenda del deposito di Gpl - spiega - evidenziando che prossimamente il Consiglio di Stato discuterà il procedimento con i gestori per l'ordinanza del Comune nella quale si evidenziava la mancanza dell'autorizzazione paesaggistica per la costruzione del deposito, senza dimenticare che la laguna di Venezia è rientra tra i siti riconosciuti dall'Unesco». Sul futuro di Forte San Felice il vicesindaco ha auspicato «una possibile cessione della gestione del sito al Ministero dei Beni culturali dopo la ristrutturazione». Sull'Arsenale di Venezia il ministro ha ascoltato le rimostranze di eletti e amministratori 5S perché il complesso è stato destinato alla manutenzione del Mose. Con la promessa di ritornare ogni due o tre mesi in città e l'assicurazione che la prossima occasione di approfondire il dossier Venezia sarà la Mostra del Cinema, il ministro ha accolto i tre dossier che gli ha consegnato il consigliere comunale Davide Scano. Primo, il noto studio sugli «extracosti» di Venezia della giunta Brugnaro affinché il governo sappia di cosa si parla, quando si parla di Venezia. Poi, due rapporti sull'amministrazione fucsia. Uno sull'uso «privato» di Palazzo Ducale per feste riservate e un altro su Poveglia: pare che sia prossimo il bando per la concessione per 50 anni al migliore offerente. Al dicastero è stato ricordato che all'ultima gara nel 2014145 si era proposto Brugnaro per un centro sui disturbi alimentari ma anche i residenti avevano fatto fund raising per un progetto partecipato. E nessuno aveva vinto.