A breve si completa il restauro dell'Anfiteatro Telecamere per proteggere i Fori E soprintendente: "Troppi sei varchi di accesso, li ridurremo" IL TRANSENNAMENTO della "porzione di area esterna al Colosseo che corrisponde all'uscita dei visitato riverrà eseguito, mi auguro, entro la fine di agosto. Ma in futuro, quando l'emergenza antiterrosismo sarà sotto controllo, dovremo tutti insieme mettere mano a un progetto di trasformazione dell'area. Che comprenda anche la messa in sicurezza del Foro romano, con video camere e attraverso una revisione dei punti d'accesso». ligio r-no dopo la decisone di transen-nare il monumento più visitato della Capitale e, di conseguenza, il bersaglio più esposto tra gli "obiettivi sensibili", il soprintendente archeologo Angelo Bottini va al di là delle misure contro i possibili attacchi terroristici. Pensa a una riorganizzazione dello spazio per farne un'area archeologica attrezzata che accolga e protegga i 16mila visitatori giornalieri. E getta uno sguardo oltre lo spiazzo che circonda l'anfiteatro Flavio, lungo le strade dei Fori. Se per entrare nei resti dell'arena inaugurata nell'80 dopo Cristo bisogna passare sotto due metal detector e affidare le borse a raggi X formato aeroporto, per arrivare dal Colosseo all'arco di Tito basta fare due passi lungo la via Sacra. Una passeggiata che porta gratuitamente i visitatori dentro il Foro romano. Ma senza che nessuno controlli zaini e pacchi. «Gli attuali sei varchi al Foro sono troppi» sostiene Bottini. Così è impossibile difendere l'area che si estende tra via dei Fori Imperiali e i colli Palatino e Capitolino. «Bisogna riorganizzare gli accessi. Ciò che faremo al più presto -annuncia l'archeologo milanese, 56 anni, già alla soprintendenza di Firenze prima di approdare lo scorso gennaio a Roma - è predisporre una copertura completa di video sorveglianza». Nei prossimi giorni gli operai della soprintendenza stenderanno una rete metallica sulle palizzate di tubi che chiudono i fornici del Colosseo sulla strada: «Una soluzione esteticamente discutibile, lo so, ma bisogna innanzitutto evitare che passino materiali attraverso maglie di recinzione troppo larghe» spiega Bottini. E, in attesa che il Campidoglio provveda a transennare l'uscita che da sul Celio, il soprintendente invita Comune, ministero Beni culturali e governo a mettersi presto intorno a un tavolo, e a trovare i fondi, «per ridiscutere l'assetto dell'area». «Dobbiamo pensare - ragiona Bottini - a un nuovo collegamento tra i vari monumenti e tra questi e la fermata della metro. L'obiettivo, a lungo termine, è rendere meglio difendibile l'area del Colosseo, proteggendola sia dai terroristi sia da quella "fauna interessante" che popola l'acces-so all'anfiteatro». C'è da liberare le antiche vestigia dall'assalto di ciceroni improvvisati, centurioni invadenti e venditori abusivi. Ma anche dai rifiuti (cartacce, cicche e bottiglie d'acqua) che ricoprono le aiuole e i massi in pietra dell'antica strada, mentre l'interno del Colosseo viene regolarmente pulito e spazzato. La pulizia dovrà riguardare anche tutti i marmi esterni, dopo che il restauro, eseguito grazie coi fondi erogati dalla Banca di Roma nel 1992, è rimasto a metà. «C'è stata un'interruzione ma Capitalia è disponibile a finanziare l'opera» assicura Bottini. «Nei prossimi mesi metteremo in moto la macchina organizzativa per portare a termine la pulitura del Colosseo».