Gentile Tedeschi, il Fai ha lanciato la sua tradizionale iniziativa di segnalazione dei "Luoghi del cuore". Ho letto che c'è tempo fino al 30 novembre per fare le dovute segnalazioni. Dipendesse da lei, che "luogo del cuore" bresciano segnalerebbe? Curzia Bresciani Gentile Curzia, l'iniziativa del Fondo per l'ambiente italiano è lodevole e lungimirante. Spronare la generalità degli italiani a segnalare luoghi significativi per gli aspetti naturali e storico-culturali è atto intelligente e "democratico". Basta attraversare l'Italia per accorgersi che viviamo nel Paese delle meraviglie. Certo, l'eco della classifica dei "luoghi del cuore", e i premi previsti per i primi classificati, hanno spinto associazioni e realtà territoriali a organizzare il voto, come anche a Brescia s'è fatto privilegiando l'organo del Duomo vecchio. Così però si concentrano le preferenze su luoghi eminenti, che vantano già una loro notorietà. Nel Bresciano, in questo spirito, opterei per la Rocca d'Anfo o il Castello di Padernello. In questo modo però si perde un poco dello spirito dell'iniziativa volta a far scoprire grazie a semplici segnalazioni anche luoghi minimi, appartati ma significativi. Il Fai e altre realtà farebbero bene, insomma, a promuovere anche una classifica provinciale dei "luoghi del cuore". In questo elenco più circoscritto e "intimo" collocherei la chiesa dei Disciplini di Provaglio d'Iseo, che recentemente ha ospitato la mostra di disegni di Carlo Pagani. Oppure il laghetto del santuario di Valverde a Rezzato, singolare "piscina" sacra con tempietto votivo. Oppure uno spazio che ho scoperto recentemente grazie al Comune di Roè che vi ha collocato una rassegna teatrale: è la chiesa dell'ex cotonificio De Angeli Frua. Singolarissimo spazio sacro-industriale, con colonnine in ghisa e pitture mal conservate alle pareti. L'ennesima dimostrazione di come la cultura (in questo caso teatrale) sia la chiave per aprire spazi imprevisti e offrirli alla scoperta di molti. Confermandoci ogni volta che davvero il nostro è il Paese delle meraviglie. Massimo Tedeschi