II piano per le ricerche e l'estrazione del petrolio era stato approvato dalla Regione Sicilia in un decreto del 2003, entrato in vigore nel 2004, quando la Regione ha autorizzato la ricerca, estrazione, e lavorazione di gas e petrolio alle compagnie Panther Oil, Sarcis ed Edison, su un territorio di 750 km quadrati nelle province di Siracusa, Ragusa, Catania, Enna, e Messina. L'anno scorso sono stati riattivati dalla Panther Oil i pozzi "Comiso 4" e "Nobile 2" in provincia di Ragusa. Erano stati costruiti nel 1968 dall'Edison e nel 1986 dall'Agip, ma erano rimasti inattivi. Non si parlava tuttavia di nuove trivellazioni in Val di Noto. Dall'ottobre del 2004 il Comitato contro le trivellazioni aveva ottenuto sul resto del territorio la sospensione delle concessioni: questa però potrebbe essere revocata con la bocciatura all'emendamento del 4 agosto scorso. Intanto, anche «esponenti dell'Unesco hanno espresso difficoltà e imbarazzo, poiché ritengono incompatibile con i permessi alle trivellazioni petrolifere il riconoscimento dato al complesso del Val di Noto di Patrimonio culturale dell'Umanità - spiegano dal Comitato - e c'è il serio rischio che il riconoscimento venga ritirato». Otto le città nella World Heritage List Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa Ibla, Scicli, Catania, Caltagirone e Militello in Valdi Catania.
L'Unesco potrebbe revocare il riconoscimento
Il Regione Sicilia ha approvato un piano per le ricerche e l'estrazione del petrolio nel 2003, autorizzando le compagnie Panther Oil, Sarcis e Edison a lavorare su un territorio di 750 km quadrati nelle province di Siracusa, Ragusa, Catania, Enna e Messina. L'anno scorso, la Panther Oil ha riattivato due pozzi in provincia di Ragusa. Il Comitato contro le trivellazioni ha ottenuto la sospensione delle concessioni per il resto del territorio, ma potrebbe essere revocata con la bocciatura dell'emendamento.
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