L'Osservatorio Turistico della Provincia ha comunicato i dati relativi al 2017. Buone notizie, forse buonissime. L'affluenza turistica sul territorio è aumentata dell'11, con un 14 in più di turisti stranieri. In città si è arrivati addirittura a un 20,1. Resta irrisolta la questione della brevità delle visite (meno di due notti in media); e, per i campanilisti, la cocente sconfitta nei confronti di Brescia, che porta a casa inspiegabilmente - cinque volte i visitatori di Bergamo. Preso atto della quantità, poniamoci qualche domanda sulla qualità: cosa cercano i turisti a Bergamo? La risposta sembra ovvia: la città d'arte, il borgo antico, la cultura Ma sarà vero? Perché se fosse così dovremmo vedere le file all'Accademia Carrara: ma non risulta che l'anno scorso la pinacoteca abbia portato a casa un quinto in più di visitatori. Altre encomiabili iniziative culturali tipo il Donizetti Festival portano in città un turismo molto qualificato, ma non danno conto del boom statistico. È pur vero che Città Alta è sempre piena di gente (fin troppo, dice qualcuno, soprattutto per l'indotto che serve a reggere le moltitudini); gente che si trova peraltro davanti una curiosa realtà fatta di tradizione storica e di botteghe con gli stessi brand di OrioCenter. Se vai su Tripadvisor (dove Bergamo ha cinque stelle), i termini che più ricorrono sono «passeggiare», «fare un giro». Più che un posto da vivere, Bergamo dà l'idea di un luogo da attraversare. Uno sfondo per selfie. Che, per come vanno le cose oggi, non è poco. Ma ci basta?