Los Angeles, accordo fra Mann e Villa Getty: grande prestito con altri bronzi Los Angeles Uno. Il Satiro ebbro (la copia) è un epicentro di bellezza di Villa Getty. Guarda il cielo di California dalla piscina della magnifica residenza che Paul Getty volle realizzare a Malibu, Los Angeles, riproducendo fedelmente la Villa dei Papiri di Ercolano. Uguale, con qualche libertà didascalica che, alla prova della realtà, abbatte ogni comprensibile sospetto di kitsch. Oggi è l'unico museo esclusivamente archeologico degli Stati Uniti. Due. Il Satiro ebbro (l'originale) avrebbe voglia di brindare di nuovo. A settembre partirà per Los Angeles in un super imballaggio di nuova generazione: il Museo Archeologico di Napoli, che lo conserva con le altre statue bronzee della Villa dei Papiri, lo presterà proprio alla Getty per una grande mostra che si terrà nella primavera del 2019. Non sarà il solo a partire della fortunata genia bronzea voluta dal suocero di Giulio Cesare, sarà l'unico però ad avere come premio del lungo viaggio un accurato restauro. Con lui andranno in trasferta una decina di statue tra cui i due corridori, vere e proprie icone del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e altrettante danzatrici. La presentazione dell'imponente prestito è stata al centro di una tre giorni organizzata dal console generale d'Italia a Los Angeles, Antonio Verde, per la promozione dell'immagine della Campania nel mondo. «È un'occasione preziosa di scambio culturale e di integrazione operativa tra due dei più prestigiosi musei archeologici esistenti e rappresenta anche una grande opportunità per far conoscere più a fondo all'ampia platea californiana le eccellenze di una regione ricchissima dal punto di vista culturale e turistico», ha detto Verde, born in Naples, borgo Sant'Antonio Abate, e oggi vertice diplomatico di una giurisdizione ampia che comprende oltre alla California anche Arizona, New Messico e Nevada Fiori di loto in un piccolo stagno introducono all'auditorium di Villa Getty dove un folto pubblico ascolta e vede attraverso video, foto e slide i risultati del new deal del Mann, raccontati dal direttore Paolo Giulierini che annuncia anche l'apertura di una sezione dedicata alla Magna Grecia: «Lo faremo proprio in corrispondenza con la partenza delle statue ercolanesi per Los Angeles, a mo' di compensazione, così da offrire ai napoletani e ai turisti un nuovo e ricchissimo percorso. Quello che ci accingiamo a fare con Villa Getty è il prestito più rilevante che sia mai stato fatto. Il rapporto con l'istituzione americana è iniziato nel 2007 con un accordo del Mibact, in base al quale il Department of Conservation of Antiquities d'intesa con l'Ufficio restauro del Mann ha già recuperato alcune statue tra cui l'Efebo da Via dell'Abbondanza e l'Apollo Saettante (attualmente nella Sala del Plastico di Pompei) e il colossale Tiberio da Ercolano ora nell'atrio». Per la mostra americana, prestatrice sarà anche la Biblioteca nazionale di Napoli dalla quale partiranno alcuni papiri ercolanesi; tra i partner dell'operazione c'è ovviamente il Parco di Ercolano, dove tutto ebbe origine. A curare per il Mann da oltre dieci anni la collaborazione con il Getty è l'archeologa Luisa Melillo. Qui a Los Angeles è di casa. Seguirla nel laboratorio di restauro con i suoi colleghi americani consente di leggere come in un palinsesto le stratificazioni degli interventi. Al centro della sala campeggia imponente il Cratere di Altamura o dell'Inferno, attribuito al Pittore di Licurgo (IV sec.a.C), in prestito dal Mann per una grande mostra tematica sul mondo dei morti: «Underworld. Imagining the Afterlife» dal 31 ottobre 2018, Halloween, al 18 marzo 2019 a Villa Getty. «Il vaso racconta la vita nell'aldilà - spiega Melillo - ma anche le storie degli uomini che lo hanno maneggiato, come un personaggio assai singolare, Raffaele Gargiulo che da mercante d'arte e impiegato al museo per oltre sessant'anni, dal 1820, provvedeva personalmente ai restauri senza però segnalare le zone di intervento. Faceva tutto con la terracotta e ridisegnava le figure in base a pitture vascolari analoghe. Era bravissimo ma ora grazie alle tecnologie del Getty siamo riusciti ad evidenziare la mappa dei rimaneggiamenti». Mentre sul grande schermo scorrono le immagini del Mann, i progetti e i numeri, dalla platea s'alza qualche «Oooh good!». C'è una variabile strategica nella modalità di promozione made in Giulierini: «Il nostro patrimonio archeologico ha sempre viaggiato abbastanza - dice il direttore - ma l'indotto in termini di notorietà e divulgazione ricadeva esclusivamente su Pompei ed Ercolano. Noi abbiamo creato una forte identità del Museo che si irradia su Napoli e l'obiettivo è che tutta la città benefici di questa promozione ad alto tasso qualitativo». Dal canto suo, Timothy Potts, direttore di Villa Getty, è riuscito ad ottenere quello che non era mai stato possibile: «Le statue originali di Villa dei papiri avranno un posto d'onore nelle nostre sale - dice - e si specchieranno nelle loro copie sulle piscine, esattamente dov'erano nella villa di Pisone, in base alla mappa di Karl Weber». Dall'America alla Russia. A Los Angeles Giulierini annuncia anche l'accordo con l'Ermitage di San Pietroburgo che presenterà oggi appena rientrato a Napoli. Questa volta sarà il Mann ad accogliere capolavori assoluti, quelli di Canova. Statue che partono, statue che arrivano, la bellezza che cura l'anima e i bilanci, non è mai stata così mobile.
Corriere della Sera
13 Luglio 2018
Il Satiro ebbro di Ercolano sarà restaurato negli Usa
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Bene culturale
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