Ripensamenti Sembra il titolo di un romanzo invece è l'esito di un'inedita e intricata vicenda relativa ai beni culturali italiani. Una situazione nella quale, come nei romanzi, nessun ha del tutto torto, ma nemmeno ragione. Il 7 febbraio 2017 viene richiesto all'Ufficio esportazione della sovrintendenza di Bologna, per conto della proprietà Old and Modern Masters, l'attestato di libera circolazione all'estero per un quadro così descritto: «Dipinto ad olio su tela, raffigurante Ritratto virile»; valore presunto 200 mila euro, autore Francois Gérard, un maestro del Neoclassicismo francese. Il dipinto è presentato all'esposizione Modenantiquaria (11-19 febbraio 2017) e «a causa dell'omissiva identificazione del soggetto ritrattato», dichiara ora Maria Vittoria Marini Clarelli, direttrice generale del ministero, il 15 marzo l'opera ottiene il nulla-osta per la libera circolazione. In realtà quel quadro non è un anonimo ritratto virile, bensì il Ritratto di Camillo Borghese, capolavoro di Gérard, unico dipinto in Italia dedicato al cognato di Napoleone. Un'opera conosciuta e studiata in almeno due cataloghi: Le delizie di Stupinigi e della «Danae» del Correggio. Camillo Borghese tra impero e restaurazione del 1997 e Villa Borghese. I principi le arti la città dal Settecento all'Ottocento del 2003. La Old and Modern Masters è riconducibile ai proprietari della galleria «Robilant Voena», con sede anche a Milano. I quali, dopo aver ottenuto il quadro con ogni probabilità dall'originaria collezione Borghese di Roma (dove l'opera era conservata da due secoli), e dopo aver ottenuto il nulla-osta l'hanno prontamente venduto ai destinatari finali: la Frick Collection di New York, una delle più importanti collezioni del mondo. Il 7 dicembre 2017, la Frick annuncia l'avvenuta acquisizione dell'opera, «uno dei maggiori dipinti di scuola francese dell'età napoleonica». «Siamo onorati di aver venduto un Old master alla Frick, che non li acquistava da quasi 30 anni», dichiara in quell'occasione Edmondo di Robilant. «La Frick aggiunge Marco Voena è un luogo prestigioso per questo eccezionale dipinto tramandato dai discendenti della famiglia Borghese». Ne scrive il New York Times e si annuncia che il dipinto sarà il protagonista di una grande mostra in autunno. Intanto, al ministero si incomincia a capire che qualcosa non torna. «Constatato l'errore di valutazione sull'importanza che il dipinto riveste per il patrimonio nazionale, in quanto documento raro e significativo dell'età napoleonica in Italia», afferma la direttrice Marini Clarelli, il 14 giugno 2018 l'Ufficio esportazione di Bologna avvia il procedimento di annullamento dell'attestato rilasciato, in autotutela, come previsto dall'art.21 della Legge 241 del 1990. Questa azione di «ripensamento» avviene entro i termini consentiti da questa legge, modificata dalla n.15 del 2005. La norma (articolo 21) prevede anche la possibilità di un «indennizzo» da parte del Mibact ma, come sostiene la direttrice «riteniamo che la richiesta di libera circolazione sia stata quanto meno fortemente omissiva, non tanto riguardo ad aspetti oggetto di valutazione peritale quanto piuttosto in ordine all'identità del ritrattato, che doveva essere ben conosciuta da Old and Modern Masters». In sostanza l'iniziale sottovalutazione dell'Ufficio esportazione deriverebbe da un'omissione da parte dei richiedenti. Pure la Frick poteva verificare L'inghippo è servito. Riportare il dipinto in Italia sarà un rebus.