Un appello ai mecenati per la casa Boschi Di Stefano. Un'idea per evitare la vendita all'asta del terzo piano. In una città museo-diffuso è importante migliorare le opportunità culturali, rinunciando a fare cassa nell'immediato. Caro Schiavi, la casa museo Boschi-di Stefano è un gioiello e l'ho visitata più volte. Quando ho letto l'articolo di Paola D'Amico sulla vendita all'asta del terzo piano mi sono dispiaciuta e indignata e vi volevo scrivere. Ci ha pensato con più stile di me Andrea Kerbaker. Molte opere d'arte sono nei depositi di Palazzo Reale e non fruibili dal pubblico. Mi piacerebbe tanto che il Comune facesse uno sforzo e mantenesse il terzo piano invece di metterlo all'asta. In caso negativo faccio un appello alle associazioni e ai privati che si facciano mecenati per non disperdere un patrimonio tanto di valore. Enrica Bonanomi Anche noi ci auguriamo che il terzo piano del palazzo di Portaluppi sede della casa-museo con capolavori che vanno da Severini a Boccioni, da Carrà a Casorati, resti al Comune, così da poter allargare la mostra delle opere. La lungimirante visione di Philippe Daverio ha consentito di valorizzare la donazione di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, offrendola alle visite. Oggi, grazie al Touring, si può vedere il terzo piano (che era stata la casa di un funzionario comunale) dove è stata allestita una mostra fotografica. In una città diventata un museo diffuso sarebbe importante migliorare le opportunità culturali, rinunciando a fare cassa nell'immediato: i vantaggi futuri sarebbero certi. Giangiacomo Schiavi