TAVERNA - II recupero del settecentesco Palazzo Gironda Veraldi è stato al centro, a Roma, di un incontro che il sindaco di Taverna Sebastiano Angotti ha avuto, nella sede di via del Collegio Romano, con il Ministro per i beni e le attività culturali, Rocco Buttiglione. Alla riunione, convocata per richiedere di attivazione dell'iter burocratico per il recupero dello storico edificio, e-rano presenti il direttore del Museo Civico, Giuseppe Valentino, il consigliere comunale Santo Scalzo, il capo della segreteria del Ministro, dott. Converti e la dott.ssa Natale. «Proprio nelle settimane scorse - afferma Angotti - è stata ufficializzata in Consiglio comunale la volontà della famiglia Gironda Veraldi, proprietaria dell'immobile storico, di donare al Comune il piano nobile del Palazzo adiacente Piazza San Domenico. La decisione costituisce, di fatto, l'ultima residua possibilità di recuperare una delle più importanti testimonianze architettoniche esistenti nella patria di Mattia Preti, comprendente al proprio interno interessanti manufatti artistici dell'epoca». «L'acquisizione ed il conseguente recupero -sottolinea il sindaco Angotti - consentirebbero un concreto inizio di programmazione finalizzata alla valorizzazione del «entro storico di Taverna e il reperimento di una prestigiosa sede da destinare all'istituenda Scuola di Restauro, Conservazione e Ricerca del Museo. Il tutto in un circuito aperto ai visitatori che potranno conoscere, così, le problematiche della conservazione dei materiali e dei monumenti, sia nel percorso museale del palazzo sia nel Laboratorio, che si presenterà concettualmente privo di separazioni e disponibile a tutte le richieste provenienti dai tecnici, dagli studenti e dai cittadini interessati, mediante una attività formativa e scientifica che si avvarrà della collaborazione degli Istituti ministeriali preposti e del Laboratorio della competente Soprintendenza della Calabria». Nel corso della riunione con il ministro è stata anche avanzata la richiesta di istituzione di un Centro per la valorizzazione dell'arte calabrese mirato a promuovere la conoscenza delle testimonianze materiali della cultura visiva allo scopo di favorirne la documentazione, lo studio, il recupero conservativo e fruitivo. L'Istituto avrà sede nel quattrocentesco Palazzo San Domenico che ospita il Museo e opererà prevalentemente per la divulgazione e la conoscenza del patrimonio artistico calabrese a valenza regionale, nazionale ed internazionale, mediante la pubblicazione sistematica di studi e ricerche scientifiche. In particolare, la struttura si occuperà di promuovere la documentazione, la conoscenza e la fruizione dell'arte contemporanea, mediante il recupero ed il successivo funzionamento dì nuovi spazi espositivi, compresi quelli reperibili nel centro urbano, già destinato ad accogliere le opere del Macat, Museo d'Arte contemporanea all'aperto. Previsto l'allestimento ed il funzionamento di archivi e biblioteche multimediali dedicati all'arte moderna e contemporanea con una particolare attenzione alla documentazione dell'opera omnia di Mattia Preti e dell'ingente patrimonio artistico di Taverna.