L'iniziativa per San Marco dopo il primo passo per la beatificazione: andremo da Francesco Un appello al pontefice affinché annulli il decreto dell'Ordine dei Domenicani sulla chiusura del convento di San Marco, casa del Savonarola e di Giorgio La Pira. Un appello che arriva all'indomani del via libera del Santo Padre al decreto che riconosce le «eroiche virtù» dell'ex sindaco di Firenze, rendendolo Venerabile per i fedeli della Chiesa, primo passo per la beatificazione e la canonizzazione. E proprio la preoccupazione per una minor fruizione della chiesa di San Marco, la cui cura resta ai Domenicani, che ospita la tomba del «sindaco santo» è alla base della richiesta a Bergoglio di cancellare la decisione ufficializzata pochi giorni fa e che sarà messa in pratica a settembre, con il trasferimento dei religiosi a Santa Maria Novella. E così ieri davanti alla tomba di La Pira l'Associazione Beato Angelico per il Rinascimento, Luciano Artusi, il maestro Domenico Lanzetta e il professore Silvio Calzolari, promotore della petizione on line contro la soppressione del convento che ha raccolto 18 mila firme in tutto il mondo, hanno presentato l'appello. «Ci appelliamo al Papa, l'unico che giuridicamente può annullare il decreto di soppressione del maestro generale domenicano, e nel mese di agosto consegneremo al pontefice le firme raccolte con petizione promossa dal professo Calzolari spiega Bash D'Abramo dell'Associazione Beato Angelico È essenziale, per la conclusione del processo di beatificazione, che la tomba di La Pira sia sempre accessibile ai fedeli per poter pregare la sua intercessione per una grazia o un miracolo ma se il convento sarà chiuso come sarà garantita senza interruzioni l'assistenza spirituale dei fedeli? Non basta certo che qualcuno apra la mattina e fino alle 12 e poi per la parte finale del pomeriggio la basilica». Il timore, insomma, anche se i Domenicani hanno assicurato che nulla cambierà nella conduzione e nell'apertura della basilica e se il decreto di soppressione riguarda solo il convento è che con l'allontanamento dalla comunità ci possa essere ripercussioni sulla vitalità spirituale della basilica e ostacoli al cammino di La Pira verso la beatificazione. «Non è un caso che 11 anni fa la Congregazione Vaticana per le Cause dei Santi chiese il trasferimento dei resti mortali del professore La Pira dal cimitero di Rifredi all'interno della basilica di San Marco, presso il cui convento visse La Pira sottolinea D'Abramo Il provvedimento voleva proprio assicurare una vicinanza dei fedeli, non solo nelle preghiere, una devozione verso l'ex sindaco». Non resta che sperare in Papa Francesco