Prima devono arrivare i fondi del Cipe, poi si potrà procedere alla progettazione e alle gare d'appalto. I tempi non sono brevi: il cantiere al Borgo medievale aprirà presumibilmente verso la fine del 2019. Intanto, ieri a Palazzo civico è stato fatto però un primo passo del lungo cammino che porterà, nelle intenzioni dell'amministrazione, al recupero del complesso architettonico all'interno del Parco del Valentino: la giunta comunale ha infatti deliberato, su iniziativa dell'assessora alla Cultura Francesca Leon e del vicesindaco Guido Montanari, il progetto di fattibilità tecnica ed economica degli interventi di restauro che interesseranno il Borgo e la Rocca. Un modo, spiegano dagli uffici comunali, per farsi trovare pronti nel momento in cui arriveranno i 2 milioni di euro stanziati dal Cipe, cifra che la Regione vorrebbe destinare proprio alla manutenzione straordinaria del sito museale. Gli interventi prioritari (e più onerosi) riguardano il rifacimento del tetto della Rocca e la sistemazione di tutte le altre coperture, il ripristino della palizzata di recinzione e il consolidamento dei due edifici che si trovano nell'area della passeggiata lungo il fiume. A tutto questo si aggiungerà la manutenzione di tettoie, balconi e terrazzi in legno. Per portare a termine il cantiere, tecnici e operai saranno impegnati per almeno un anno e mezzo. Nella migliore delle ipotesi, quindi, i lavori saranno completati nel corso del 2021. Nel frattempo, si dovrà decidere quale futuro garantire al Borgo, che da aprile non fa più parte della Fondazione Torino Musei ed è tornato alla Città, svuotato di tutti i lavoratori che garantivano le attività all'interno del museo. Al momento l'area è comunque accessibile e le visite alla Rocca sono garantite dal martedì alla domenica dalla cooperativa Theatrum Sabaudiae. L'ipotesi, dopo il restyling, è di trovare un privato a cui affidare in gestione l'intero complesso, costruito per l'Esposizione generale dell'84 da un gruppo di architetti coordinati da Alfredo D'Andrade.