Non sarà più possibile assegnarle ai proprietari, come invece era stato deciso in Consiglio NAPOLI. I Comuni della Campania non potranno concedere in locazione gli immobili abusivi rientrati nel loro patrimonio in seguito alla mancata ottemperanza dell'ordine di abbattimento. I manufatti realizzati in spregio delle norme urbanistiche vanno infatti abbattuti. Lo ha stabilito con la sentenza 140, depositata ieri la Corte Costituzionale, che ha così bocciato le norme contenute nella legge regionale n.19 del 2017, che prevedevano la possibilità di non demolire gli immobili e di concederli in locazione o addirittura alienarli agli abusivisti stessi. La legge è stata approvata per iniziativa del numero due dell'esecutivo Fulvio Bonavitacola e dunque è pienamente riconducibile al governatore Vincenzo De Luca. I giudici hanno ritenuto che l'articolo 2 della legge regionale violava il principio fondamentale della demolizione nonché quello della conservazione ammissibile soltanto, in via eccezionale, nel caso esista uno specifico interesse pubblico prevalente rispetto al ripristino dello stato dei luoghi, sancita dalla normativa nazionale. La previsione della locazione introdotta dall'assemblea del Centro direzionale avrebbe introdotto una sorta di «disallineamento» delle disciplina regionale rispetto a quella nazionale espressa nel testo unico sugli abbattimenti. E non basta. Secondo i giudici, il la concessione in locazione dei beni abusivi finisce per «intaccare e sminuire il regime sanzionatorio dello dallo Stato», incentrato sulla demolizione dell'abuso, «la cui funzione, essenzialmente ripristinatoria, non ne esclude l'incidenza negativa nella sfera del responsabile». In altre parole la concessione in locazione rappresenterebbe una sorta di premio per l'abusivista che lo Stato non può tollerare. La risposta della giunta regionale è contenuta in una nota diffusa poche ore dopo il deposito della sentenza della Corte Costituzionale. «La Consulta si legge ha dichiarato l'illegittimità della legge regionale della Campania laddove consente la locazione o alienazione degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio del Comune e non demoliti a favore dell'occupante di necessità per contrasto con l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, ritenendo che la disciplina regionale sia disallineata dal sistema sanzionatorio previsto dalla normativa regionale». per chiarezza va ricordato che l'articolo 117 della Costituzione regolamenta la potestà legislativa del parlamento nazionale e delle Regioni, escludendo queste ultime dalla possibilità di esprime sulla questione. Come precisa la Consulta - prosegue la nota - la stessa legge nazionale prevede la facoltà dei Comuni di non demolire le opere abusive. Pertanto la regione Campania, ritenendo necessaria una disciplina che affronti la problematica, sottoporrà all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni, del Governo e dei gruppi parlamentari l'adozione di ogni misura all'interno del quadro normativo nazionale, visti gli importanti profili di giustizia sostanziale coinvolti». Sulla vicenda si è espresso anche Bruno Discepolo, neo assessore regionale all'Urbanistica. «Prendiamo atto ha commentato della sentenza della Consulta che va sicuramente rispettata. Ora occorre un atto di responsabilità e generosità dal parte del Governo e del Parlamento».