L'arte e il mecenatismo come impresa. È il tema principale dell'assemblea dei giovani Aib di ieri. Ma non si tratta solo di parole: i giovani imprenditori hanno offerto la loro collaborazione al sindaco Del Bono per la candidatura di Brescia a capitale della cultura, oltre che per la realizzazione del Musil. Il sindaco Emilio Del Bono incassa l'appoggio di Aib e dei suoi giovani per la candidatura di Brescia a «capitale della cultura 2022» e sul Musil. Chiare le parole del presidente del gruppo Luca Borsoni: «È un progetto sul quale, ve lo promettiamo, avrete la nostra più totale collaborazione» mentre per il museo dell'industria e del lavoro di Brescia si è riferito come ad «un treno che non possiamo assolutamente perdere». E si perché l'argomento dell'incontro annuale dei giovani imprenditori è stato il «Mecenatismo: la nuova frontiera dell'impresa». Arte e cultura viste non solo come parte integrante di un volano economico ma anche come sintesi di passione, di coinvolgimento personale e collettivo. Un patrimonio che non deve essere disperso e per evitare questo rischio Borsoni propone anche la sua ricetta: «La potenzialità della ricchezza artistica sta tutta nel suo essere trattata da impresa in senso stretto, valgono gli stessi paradigmi e le stesse regole: investire nei meccanismi che guidano la rivoluzione 4.0, aumentare le competenza con il learning by doing, innovare inserendo nuovi servizi e nuovi prodotti, lavorare su marketing, ricerca e sviluppo». Con l'aggiunta di una precisazione rivolta ai colleghi imprenditori: «Va bene investire in cultura perché c'è l'art bonus, ma andiamo oltre, sforziamoci di capire, vediamo di farlo con la consapevolezza del valore a cui stiamo dando valore». Insomma una nuova forma di mecenatismo che attraverso investimenti in cultura da concretezza a quella responsabilità sociale alla quale si riferiscono gli imprenditori con sempre maggiore frequenza. Altrettanto certo è che l'art bonus attraverso la defiscalizzazione fino al 65 per gli investimenti in cultura, ha avuto l'obiettivo di stimolare l'intervento di nuovi benefattori privati, a cominciare dalle imprese. E i risultati non sono mancati: a livello nazionale in tre anni (2014-2017) sono stati raccolti oltre 200 milioni di euro da 6.000 mecenati (oggi sono 8.300) con 1.300 interventi. Ma non solo. Nel dibattito del gruppo giovani imprenditori di Aib è emersa «la necessità di una contaminazione» tra cultura e impresa che può trovare sbocco nella «co progettualità», nella gestione manageriale del patrimonio artistico o nella sua sostenibilità economica. Un percorso che a Brescia potrebbe trovare concretezza proprio nel Musil. «Un progetto unico in Italia nell'area ex Tempini un tempo cuore della manifattura in città» ha ricordato il presidente degli industriali bresciani, Giuseppe Pasini. Un edificio industriale abbandonato di 12.500 metri quadrati che «rinascerà con la sua riconversione in spazio museale, valorizzando e reinterpretando le strutture esistenti». Parola di Del Bono. Un esempio di come «Brescia ha una nuova vocazione, oltre il manifatturiero, quello della cultura e del turismo con un potenziale troppo spesso sottovalutato. L'amministrazione intende la cultura anche come leva per far conoscere meglio il brand Brescia a vantaggio di tutti». E pur non negandosi le difficoltà, ad esempio per Brescia capitale della cultura («obiettivo realistico ma non facile»), apre le porte della Loggia agli imprenditori: «Abbiamo bisogno di una mano dagli imprenditori per questo si è pensato ad un tavolo congiunto» e anticipa: «Dopo aver sbloccato le vicende urbanistiche legate alla sede del Musil, a settembre sarà posta la prima pietra del museo dell'industria e del lavoro e, secondo me, dovrà essere guidato da un imprenditore».