Presentate le iniziative per ricordare la morte del grande artista fiorentino Il 2 maggio 1519 Leonardo moriva ad Amboise (dove aveva portato con sé la Gioconda, che la Francia quindi non ci ha rubato) nel castello messogli a disposizione dal re Francesco I. Per i cinquecento anni di questo anniversario, Parigi ha annunciato la più grande mostra mai realizzata sul genio da Vinci, ma Milano non si farà cogliere impreparata e già ieri ha presentato il palinsesto di rassegne, convegni, restauri lungo nove mesi, da maggio 2019 a gennaio 2020. Non più replicabile una mostra sull'artista fiorentino, carta già giocata in occasione di Expo, Milano si proporrà al mondo, ha anticipato l'assessore al turismo Roberta Guaineri, come la città dove Leonardo ha vissuto più a lungo, quasi vent'anni, lasciandovi la sua impronta sia tangibile, dai Navigli al Cenacolo, sia culturale attraverso un'eredità che coniuga tradizione e futuro, arte e scienza. Ieri al Castello, per l'annuncio dei principali appuntamenti, sotto l'elegante portico dell'Elefante, si respirava l'aria frizzante delle grandi occasioni: erano presenti assessori, direttori di musei, storici dell'arte e, da Firenze, anche Paolo Galluzzi, presidente del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni. I festeggiamenti, infatti, saranno nazionali anche se Milano e la Lombardia intendono giocare un ruolo di spicco. Col Cenacolo, naturalmente, ma soprattutto con lo spettacolare restauro della Sala delle Asse al Castello Sforzesco, anticipato in occasione di Expo attraverso un'installazione multimediale montata nella sala dipinta da Leonardo come un finto pergolato di gelsi. Il 2 maggio prossimo verranno tolti i ponteggi e attraverso una passerella i visitatori potranno ammirare i disegni preparatori scoperti sotto anche quattordici strati di intonaco, mai rimosso prima: paesaggi, radici, pietre e i sedici alberi da cui partivano le fronde che si intrecciano sulla volta. Una novità assoluta. Sull'autografia leonardesca i conservatori mantengono ancora una grande cautela, ma trapela molta emozione. Palazzo Reale, dal canto suo, ospiterà due rassegne rispettivamente dedicate al tema della natura e all'esposizione della copia del Cenacolo tessuta ad arazzo fra il 1505 e il 1520, donata nel 1533 al papa Clemente VII e da allora mai uscita dai Musei Vaticani. Racconterà molti segreti sulla versione in Santa Maria delle Grazie che cominciò subito a deteriorarsi e che, a sua volta, accoglierà un'esposizione di dieci disegni preparatori autografi provenienti da Londra. Alle celebrazioni si uniranno molti musei fra cui l'Ambrosiana con la valorizzazione del «Ritratto di musico» e il codice Atlantico; la Raccolta Vinciana organizzerà un convegno internazionale di studi sull'ultimo decennio della vita di Leonardo e anche il Piccolo Teatro ha messo in calendario tre produzioni. Non mancheranno le iniziative turistiche come le riproduzioni del cavallo dell'Ippodromo decorate da artisti e sparse per la città, e il lancio di un logo che accompagnerà graficamente tutti gli appuntamenti del palinsesto.