II gioiello del nuovo campus sarà la biblioteca di Ingegneria, la più grande della città. Un edificio a forma di gasometro, alto otto piani, con un giardino sul tetto. In tutto novemi-la metri quadrati, con centomila testi, di cui sessantamila a scaffale aperto, consultabili, la sera, anche dai cittadini. Intorno, capannoni industriali trasformati in laboratori di ricerca e aule per la didattica, aree verdi, parcheggi per studenti e professori, aule studio, un auditorium, una caffetteria e diversi uffici. Un nuovo insediamento da 41 mila metri quadrati che nel giro di due annii lavori sono appena iniziati e finiranno a primavera 2007cambieranno il volto della sede del Politecnico alla Bovisa. Ospitando quattro dipartimenti di ingegneria e circa settemila nuovi studenti. ABBANDONATO il grande progetto Bovisa di riqualificazione dell'area dei gasometri che confina con i padiglioni universitari arenato tempo fa quando il Comune ha dichiarato di non avere i soldi per bonificare il terreno e da allora fermo , l'università ha iniziato a comprare altre aree della zona, più economiche, per far fronte ai continui problemi di spazio. Proseguendo così il progetto di riqualificazione di un'area industriale (periferia nord-ovest) che una volta ospitava gli impianti industriali che fornivano il gas ai milanesi. Óra l'ateneo si prepara a inaugurare il campus Lambruschini-La Masa che darà un po' di respiro alle facoltà di Ingegneria. «Respiro a medio termine sospira il prorettore Adriana Baglioni . Purtroppo gli spazi non bastano mai. In dieci anni abbiamo realizzato 150 mila nuovi metri quadrati, ma le esigenze sono sempre tante. L'università non è più quella di una volta, quando era frequentata solo dai professori. Oggi ci sono delle vere e proprie comunità scientifiche formate da docenti, giovani ricercatori e dottorandi che hanno bisogno di laboratori per lavorare. Anche gli studenti passano sempre più tempo in ateneo e chiedono aree studio, biblioteche, caffetterie e così via». L'operazione costerà al Politecnico 150 mila euro, soldi che l'università ha chiesto alle banche (soprattutto BancaIntesa) attraverso la formula del mutuo, e trasformerà l'insediamento in Bovisa da 105 mila metri quadrati a 146 mila. I lavori della nuova area tra la stazione Bovisa e quella di Villapizzone sono già iniziati. A realizzare il campus sarà Euro Milano grazie a una formula di contratto d'acquisto di «cosa futura», cioè chiavi in mano: entro il 2007 i capannoni che una volta ospitavano la Broggi e la Origoni daranno casa al nuovo dipartimento di meccanica (era solo a metà), quello di energetica, ingegneria gestionale e il Mip (Consorzio innovazione gestione d'azienda) . Un centro universitario all'avanguardia, pensato per i futuri ingegneri, con teleriscaldamento e cablatura a fibre ottiche. La stazione di Bovisa sarà collegata all'università attraverso passerelle aeree che dalla banchina sbarcano direttamente sulla piazza all'interno del campus. Accanto all'ingresso della stazione sorgerà un edificio per il dipartimento di meccanica con aule didattiche per studenti, più spazi comuni e oltre mille posti studio. Dall'altra parte dell'insediamento già esistente, invece, ci saranno i due grandi capannoni per l'ingegneria gestionale (9000 metri quadrati) e il Mip (4800 mq) che si affacceranno su una corte a forma triangolare che nasconderà un ampio parcheggio. Altri 9500 mq saranno dedicati all'energetica. E poi il fiore all'occhiello, la grande biblioteca che l'ateneo aprirà anche alla città, la sera. Niente residenze per studenti, almeno per il momento. «Ma quest'anno sottolinea il prorettore Baglioniinaugureremo 500 nuovi posti letto grazie ai finanziamenti della Regione. E nell'area dei gasometri abbiamo intenzione di fare anche residenze universitarie». Allora all'insediamento nell'area non avere rinunciato? «Assolutamente no, anzi risponde il prorettore stiamo lavorando con il Comune per trovare al più presto una soluzione. Speriamo entro la fine dell' anno. Una delle ipotesi a cui stiamo pensando è di coinvolgere anche dei privati nell'operazione immobiliare e permettere così di realizzare finalmente la bonifica della zona». Quattro ettari di terreno che farebbero della Bovisa il più grande campus universitario della città.