LA POLEMICA Galli della Loggia ha sollevato il tema, sul «Corriere» Dopo l'allarme lanciato da Ernesto Galli della Loggia nell'articolo di fondo del 5 agosto, gli storici si mobilitano per chiedere al ministro dei Beni culturali di prestare ascolto al loro collega editorialista del Corriere. L'obiettivo è evitare che la Presidenza del Consiglio si doti di un archivio storico separato, sottraendo così competenze importanti all'Archivio Centrale dello Stato. Studiosi di numerose università concordano con Galli della Loggia nel ritenere un errore la norma sull'argomento contenuta nel decreto legislativo 115, del 15 giugno scorso. E hanno rivolto un appello a Rocco Buttiglione, invitandolo a «intervenire per ottenere la correzione del provvedimento». «La proliferazione delle sedi di conservazione affermano i firmatari ostacola la ricerca e intacca l'organicità dei fondi archivistici, rendendo, tra l'altro, difformi e spesso aleatorie le procedure per l'accesso ai documenti da parte dei ricercatori. Nei suoi cinquant'anni di vita, l'Archivio Centrale ha garantito una consultazione altamente qualificata e ispirata a criteri di profonda liberalità, che hanno consentito agli studiosi italiani e stranieri di realizzare decine di migliaia di ricerche e di pubblicazioni scientifiche»; è essenziale, secondo i sottoscrittori, che «tale patrimonio non vada disperso, depauperando sostanzialmente le competenze del maggior istituto nazionale preposto alla conservazione, alla tutela e alla valorizzazione della documentazione contemporanea». L'appello è firmato da Elena Aga Rossi, Nicola Antonetti, Ester Capuzzo, Marina Cattaruzza, Roberto Chiarini, Luigi Compagna, Roberto de Mattei, Gianni Donno, Sandro Fontana, Carlo Ghisalberti, Piero Melograni, Paolo Nello, Giuseppe Parlato, Francesco Perfetti, Giorgio Petracchi, Giovanni Sabbatucci, Mariuccia Salvati, Salvatore Sechi, Francesca Sofia, Massimo Teodori, Victor Zaslavsky.