Vincenzo Pipino, 75 anni, un terzo dei quali passati in carcere, ha dedicato tutta la sua vita all'arte di rubare. Nato e cresciuto a Venezia, che coi suoi musei e gallerie d'arte, gli eleganti palazzi nobili e gli hotel più lussuosi del mondo, è il luogo ideale per un ladro. È lo stesso Pipino a raccontare la storia della sua vita nel documentario di Marco Silvestri dal titolo "L'arte di rubare l'arte": dall'infanzia povera nel dopoguerra, quando ha iniziato la sua carriera di ladro, come risposta alla fame e all'indigenza, fino a quando è diventato il ladro più ricercato d'Europa, famoso per strabilianti furti di opere d'arte che hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso. Pipino e la sua banda erano specializzati nei furti nelle gioiellerie. Ma il colpo più famoso è senza dubbio quello del dipinto di Canaletto, "Il Fontegheto della Farina". Pipino rievoca nei dettagli il furto, avvenuto a casa del miliardario Falk, mentre l'uomo era in casa. Nel corso della sua vita Pipino è stato in carcere molte volte: "Sempre per furto, mai per rapina. Perché rivendica - io non ho mai usato un'arma in vita mia e non ho mai torto un capello a nessuno".