Allarme terrorismo. Le decisioni del Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico Anche a Catania i monumenti più importanti, i luoghi simbolo della città, saranno oggetto di una particolare vigilanza. E' la paura più forte. Si teme che i terroristi islamici colpiranno anche in Italia e, come in ogni Paese in cui hanno messo in atto la loro strategia di morte, attaccheranno i gangli più sensibili della nostra società. A New York i grattacieli, nelle grandi metropoli europee la metropolitana. In Italia sono a rischio i luoghi d'arte, i monumenti che, insieme alla bellezza, raccontano di una storia millenaria. Luoghi che caratterizzano il nostro Paese, che sono parte costituiva della nostra identità e allo stesso tempo centro di attrazione per turisti e visitatori. Un eventuale attacco avrebbe un effetto devastante. Da mesi i servizi segreti e i massimi esponenti del Governo mettono in allerta gli italiani non nascondendo che siamo sotto scacco e che impedire un attentato è difficile. Difficile, ma non impossibile, con le operazioni di intelligence e con la vigilanza attiva dei luoghi considerati a rischio. Proprio per questo giovedì scorso, in tutte le città d'arte italiane, ogni prefettura ha riunito il locale Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza coinvolgendo, fatto atipico, anche le sovrintendenze. A queste, infatti, è stato assegnato il compito di indicare quali dei monumenti di città vanno messi sotto protezione. Una protezione già attivata dopo i primi allarmi e cui pure sarà data attenzione particolare in base alle indicazioni ricevute. Il punto della situazione è stato fatto anche a Catania, sotto l'egida della prefettura, in attuazione di una disposizione ministeriale. Le forze dell'ordine si sono confrontate con i responsabili della sovrindentenza e hanno deciso quali dei luoghi di maggiore interesse vanno ulteriormente protetti e in che modo. Luoghi e modi di cui, per ovvi motivi di sicurezza, non viene data alcuna specificazione, ma è evidente che particolare vigilanza sarà posta al cuore di città, a piazza Duomo e alla sua cattedrale, e ai monumenti romani che si aprono nelle viscere della città antica. Sarà una vigilanza stretta, ma discreta. Nessun monumento, come è stato deciso a Roma per il Colosseo, sarà transennato. Ed è comprensibile dal momento che a Catania non si verifica il concentramento di migliaia di turisti nello stesso sito, con l'aumento del rischio che questo comporta.