Dopo l'ingresso nell'Associazione delle istituzioni di cultura, per la Fondazione intitolata al padre della destra democratica italiana, Giuseppe Tatarella, si spalanca un'altra porta: il ministero dei Beni e delle Attività culturali dichiara la biblioteca della Fondazione di «eccezionale interesse culturale». È la Soprintendenza archivistica e bibliografica di Puglia e Basilicata a notificare al presidente, Francesco Giubilei, l'importante riconoscimento che sottopone la Fondazione ad una serie di obblighi in materia di protezione, conservazione e circolazione di beni che sono considerati patrimonio culturale. Un nuovo traguardo raggiunto, dunque, cui il vicepresidente Fabrizio Tatarella, insieme a Giubilei, si augura di aggiungere la dichiarazione di «interesse storico rilevante» anche per gli archivi della Fondazione, una miniera di carte e documenti del Msi, di An e dei fratelli Salvatore e Pinuccio Tatarella. In attesa che si apra anche il portone dell'ingresso, nella compagine societaria della Fondazione, di Regione Puglia, Comune e Città Metropolitana di Bari, «sinora assenti», rileva ancora Fabrizio Tatarella. La Biblioteca, realizzata dal compianto Salvatore Tatarella in memoria del fratello, dispone di un patrimonio che conta circa 30 mila volumi catalogati con il contributo di Nicola Pergola, esperto del Centro regionale servizi educativi e culturali Regione Puglia, a Cerignola. Ci sono oltre 11 mila monografie e 100 periodici della Destra italiana, come Il Borghese, Puglia d'oggi, Candido, Repubblica Presidenziale, Centrodestra, Secolo d'Italia, Il Roma, La Destra, Liberal, Charta Minuta, Ideazione, Millennio, alcuni dei quali fondati e diretti dallo stesso Pinuccio. Ideologo di An, Tatarella è stato fautore di una stagione politica di grande fermento nel centrodestra nazionale e locale. A Bari istituì l'assessorato al Mediterraneo. Lavorò al progetto di "Oltre il Polo", quando la morte arrivò, improvvisa, nel 1999.