La crew Otc è tornata a imbrattare muri pochi mesi dopo le indagini della locale Sigaretta incollata alla bocca, baffi mefistofelici e il loro autografo in vernice nera: italian graffiti. Il disegno una faccia satanica è stato postato su Instagram, pagina onthecrimecrew, con altre scritte bulimiche e la loro firma accanto alla data, 2018. Il messaggio in codice: siamo tornati. Bombolette, guanti, bozzetti, tag scarabocchiate e chat su Watshapp: «Siamo famosi», «Il sindaco pulisce le tag della gang». Nei mesi scorsi, dopo averli beccati con i frame delle telecamere mentre lasciavano segni di spray sui palazzi di corso Mameli e aver trovato un arsenale nelle loro case, la Loggia ha denunciato i writer della crew Otc (onthecrime). Si erano fatti fregare dalle firme e dalla loro onnipotenza vandalica: dopo aver scarabocchiato scheletri di fabbriche e muri scrostati in periferia, nel 2017 avevano cambiato obiettivo, sconfinando nel centro storico per autografare ogni parete libera. Le loro facce pixelate erano state inoltrate ai giornalisti a gennaio, quando la polizia locale aveva dato la notizia di aver denunciato la crew. Ma in aprile il loro profilo di Instagram è tornato attivo: vita, opere e tag fresche di vernice, qualche video e decine di like. In calce, le firme dei quattro writer Otc: Same, Sound, Leste, Artik (gli agenti erano riusciti a rintracciarne tre, due 21enni di Brescia e un ventenne di Passirano). Tra le foto pubblicate, anche un fermo immagine: un articolo di giornale in cui si parlava di loro, «la banda dei writer abusivi» (cit). Accanto, un emoticon beffardo, e sopra una didascalia: «Vecchie perle». È una cartolina per la Loggia, e una provocazione: non abbiamo paura. Nemmeno le denunce sono riuscite a metterli con le bombolette al muro: «Purtroppo il numero dei writer indagati con una recidiva è del 35 per cento fa sapere Fabiola Minoletti, studiosa del graffitismo vandalico . Questo deve far riflettere su quanto sia importante il monitoraggio continuo dei loro profili social». Sfogatoi, lavagne digitali, album virali: «Sono vetrine gratuite e sempre più usate che consentono l'esibizione delle proprie imprese pur mantenendo l'anonimato, alla ricerca di "like" e di nuove sfide». Le tracce ancora fresche di vernice della crew sono tornati a stappare le bombolette in primavera, qualche mese dopo le denunce portano in periferia: fabbriche abbandonate, cavalcavia, sottopassaggi. È probabile che il pool antigraffiti della locale apra di nuovo un fascicolo: l'ordine dato dall'allora assessore alla Sicurezza Valter Muchetti è stato di non tralasciare uno scarabocchio, e tenere sospetti e recidivi sotto sorveglianza. In cinque anni, sono stati denunciati 125 writer abusivi (i dati, aggiornati a gennaio, sono stati diffusi dal comandante della Locale Roberto Novelli): 67 erano minorenni. Di questi, 14 sono stati messi di corvè con la mediazione minorile: il tribunale li ha fatti redimere pulendo muri, cartelli stradali e monumenti, e lavorando all'Infopoint.