Due mesi di corso di aggiornamento, ora le visite guidate. «È la nostra occasione per svoltare» Alla scoperta dei quartieri accompagnati da ragazzi Neet che non studiano né lavorano ma negli ultimi due mesi hanno frequentato un corso per diventare «ciceroni», nelle zone di Milano che amano di più. Oggi e domani per la prima volta si mettono alla prova: a Baggio, all'Isola e a Porta Venezia. Ad accompagnarli ci sarà un attore professionista, Loris Fabiani, che vestirà i panni del menestrello Lunanzio. Racconta Eletta Del Castillo, 25 anni, palermitana d'origine, laureata in recitazione nel 2016 ed esperta dell'Isola: «Abbiamo fatto un grande lavoro di raccolta di materiali, ricostruito la storia di decenni», spiega orgogliosa. La speranza è che ai percorsi, peraltro gratuiti, arrivino sia giovani, sia anziani. «L'Isola è un paese assicura . Quando svuotarono i palazzoni di via De Castillia, l'ambiente era spettrale, silente». Negli anni '70 demolirono tutto ma da lì dal crollo rinacque. «Ad un certo punto doveva diventare la cittadella della Moda, gli abitanti si opposero ai progetti che avrebbero snaturato l'ambiente e sono riusciti a partecipare alla riqualificazione, come non è accaduto altrove». Il cuore dell'Isola, piazza Minniti, «è senza monumento continua Eletta . Perché la sua bellezza è la vita che si respira». Di Baggio si è occupato invece Loris Innocenti, 25 anni, laurea breve in Nuove tecnologie dell'arte a Brera, nel 2015. Oggi alle 18 sarà al Parco delle Cave, e la sua storia comincia così: «Benvenuti nel borgo, a quattromila passi dalla città, immerso in un agreste verde antico, all'oggi rimodellato, baciato appena dalla Rossa metropolitana...». Parleranno delle cave, dei boschi, delle botteghe che hanno fatto la storia. La Filotecnica, la Stamperia, la Borletti. Di fianco a Loris si prepara Fabio Marulli, origini napoletane, 21 anni, esperto di Ingegneria del suono. Per un attimo indugia sulla sua storia: «Sono stato qualche giorno stagista in uno studio che si occupa di jazz, per il resto niente...». Il progetto, uno dei venti promossi dal Comune di Milano sotto l'ombrello MiGeneration e coordinato dalla onlus Officine Buone, gli ha ridato un po' di slancio e fiducia, oltre a qualche competenza. «È proprio questo l'obiettivo», commenta la vicesindaco Anna Scavuzzo, delega alle Politiche giovanili. Neet è l'acronimo inglese di «not (engaged) in education, employment or training». Tradotto: ragazzi non impegnati in studio, lavoro o formazione. A Milano ce ne sono migliaia: «In un anno ne abbiamo agganciati 120 ed è meno banale di quanto sembri». I volontari battono i quartieri, periferie soprattutto, cercando di intercettarli: «Se partecipano ai corsi, imparano un'arte che può tornare utile, pian piano mettono a sistema diverse esperienze». Peraltro, al servizio della città.