Il video della cantante (e Jay-Z) sancisce la svolta pop del re dei musei PARIGI. Beyoncé canta «veloce come una Lambo (-rghini, ndr)» e «non posso credere che ce l'abbiamo fatta» accanto al marito Jay-Z davanti alla Gioconda, poi seduta sulla panchina di Pierre Paulin, e ancora sovrastata dalla Nike di Samotracia. Da quando è stato diffuso, una settimana fa, il video della canzone Apeshit è stato visto oltre trenta milioni di volte. Un successo prevedibile per i Carters, la coppia Beyoncé-Jay-Z, e una mossa pubblicitaria straordinaria per il Louvre, che pure non ne avrebbe bisogno: nel 2017 è tornato a essere il museo più visitato al mondo con 8,1 milioni di ingressi, davanti al Museo nazionale di Pechino (8 milioni). Dopo la flessione seguita agli attentati del 2015, i turisti stanno tornando a Parigi. Non è così difficile usare il Louvre come location: la direzione non ha svelato quanto abbiano pagato Beyoncé e Jay-Z ma la tariffa media è di circa 18 mila euro per la sera di chiusura (il martedì) cifra ampiamente alla portata della cantante, che proprio in questo pezzo ricorda di avere regalato un jet privato al marito e sono ambientati in parte al Louvre anche film non memorabili, dal Codice da Vinci a Mission Impossible 6, da Cinquanta sfumature di nero a I Puffi 2. Il video di Apeshit («dare di matto») però è un'operazione unica, per entrambe le parti: i Carters celebrano la loro consacrazione come icone globali al pari della Gioconda, sfidando come sempre la megalomania grazie a sei minuti e 5 secondi di immagini bellissime girate da Ricky Saiz con la coreografia di Sidi Larbi Ckerkaoui. Il Louvre e le sue opere diventano qui lo strumento di una dichiarazione politica, un'affermazione di black power: Beyoncé evoca il Ritratto di una donna nera di Marie-Guillemine Benoist, che nel 1800 scelse come soggetto una persona di colore non ridotta in schiavitù. «Queen B» danza davanti all'Incoronazione di Napoleone di Jacques-Louis David (1805) come se fosse lei stessa a ricevere gli strumenti del potere, e Jay-Z rappa davanti alla Zattera della Medusa (1818) di Théodore Géricault, che scelse di dare a un nero la posizione più alta nella sua composizione, facendo sventolare a lui il fazzoletto simbolo di speranza. Un portavoce del Louvre ha detto che «Beyoncé e Jay-Z sono venuti a visitare il Louvre per quattro volte negli ultimi dieci anni. In occasione della loro ultima visita, nel maggio scorso, ci hanno sottoposto l'idea di girare questo videoclip. C'era poco tempo a disposizione ma il progetto ci ha convinti, perché la sinossi mostrava un vero attaccamento al museo e alle opere che li hanno più colpiti». Grazie ai Carters il museo cura un'immagine alla moda, capace di attrarre i giovani di tutto il mondo. Apeshit è una delle migliori forme di collaborazione del Louvre con la cultura contemporanea, come lo fu la famosa scena della corsa di Arthur, Franz e Odile in Bande à part di Jean-Luc Godard, poi citata da Bernardo Bertolucci in The Dreamers.
Corriere della Sera
23 Giugno 2018
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La Gioconda tra i Puffi e Beyoncé. E il Louvre sceglie la vita da star
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Stefano Montefiori
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
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