È un lunedì sera che, per i titolari di bar e ristoranti della piazza, «è di quelli mosci». C'è poca gente, i locali non fanno affari. Eppure, il sagrato della basilica strabocca di gente. Nel giardino, sulle panchine, alla fontana, sul lastricato è il vuoto, mentre il sagrato diventa una discoteca improvvisata. Padre Giuseppe Pagano, il priore di Santo Spirito, solo una settimana fa aveva lanciato un appello al Corriere Fiorentino: «Soltanto una cancellata ci può salvare anche perché le forze dell'ordine e l'amministrazione comunale non sanno cosa fare. Noi però, che viviamo giorno e notte, abbiamo paura. Mi sento impotente». E in riferimento a uno striscione che recitava «Fuori lo Stato dai nostri c», il padre agostiniano aveva commentato: «Sarei voluto andare io sul sagrato, cacciare via tutti e strappare quello striscione ma ho avuto paura che mi picchiassero». Lunedì sera, quasi come fosse una sfida lanciata a Padre Giuseppe, i giovani in piazza si sono tutti concentrati sotto la basilica: a mezzanotte, la musica da discoteca con Skatman è a tutto volume, i ragazzi a fare il trenino sulle scale, a ballare e bere alcolici. In mezzo a loro, un signore seduto su una seggiola improvvisa quadri e ha persino un banchino per la vendita delle bottiglie di birra. Perché non ballare in mezzo alla piazza? «Farlo qui è il suo bello», risponde una ragazza. Ma gli agostiniani dicono di avere paura... «Vienvia, paura d'icché? E poi pagassero l'Imu...». «Ho finito le parole, non so più a che santo votarmi commenta Padre Giuseppe all'indomani del lunedì di caos sul sagrato Eppure le leggi ci sono, devono essere fatte rispettare. Ho fatto appelli a tutte le istituzioni, stavolta mi rivolgo direttamente al nuovo comandante della polizia municipale (Alessandro Casale, ndr): mandi i vigili a misurare i decibel, a fare controlli, a prendere di petto la situazione. E a sgomberare il sagrato». Eppure, lunedì sera, a mezzanotte non c'è traccia di vigili urbani, polizia e carabinieri. Così, chiunque voglia entrare in piazza Santo Spirito che in teoria sarebbe pedonale con l'automobile non ha alcun problema a farlo. Tanto più che la catena vicina alla basilica è stata rimpiazzata da un pilomat ancora inattivo: la colonnina è abbassata e il semaforo è verde, quasi ad invitare gli automobilisti ad accomodarsi in zona vietata. Così, c'è chi entra dal lato basilica, chi invece da quello opposto, lato via delle Caldaie. Una Car2Go fa persino il giro in tondo della piazza, quasi che Santo Spirito sia diventata una grande giostra. E anche chi resta fuori dalla zona pedonale approfitta della nuova fisionomia delle barriere, una specie di insenatura accanto al pilomat, per ricavarci un posto macchina. Se in Santo Spirito da anni in tanti si pongono il problema della movida molesta, nella rinnovata piazza del Carmine invece è il vuoto. A mezzanotte e mezzo ci sono tre persone: due ragazzi che parlano seduti sul sagrato della chiesa del Carmine e una ragazza su una panchina nel nuovo boschetto voluto da Palazzo Vecchio. La giovane spippola qualche minuto sul cellulare, poi se ne va. Nella piazza che il sindaco Dario Nardella ha voluto strappare alla morsa delle automobili per restituirla ai fiorentini, i fiorentini sono due.