Legambiente riunisce i circoli e condanna la decisione della Fisu: «È nefasta e sbagliata» Italia Nostra scrive a Garella: si stravolge tutto Napoli. Non si spegne l'eco delle polemiche per la realizzazione del villaggio atleti per l'Universiade di Napoli alla Mostra d'Oltremare. La decisione della Fisu di ritenere valido il progetto dell'ente fieristico di Fuorigrotta ha acceso il dibattito e soprattutto le proteste. Anna Savarese, segretaria regionale di Legambiente ha spiegato il dissenso per una scelta «così nefasta e sbagliata». «Così si legge nella nota diffusa dopo l'assemblea dei circoli dell'associazione riuniti ieri a Napoli si violenta uno dei pochi luoghi fruibili dai cittadini nel già esiguo e spesso degradato patrimonio di beni ambientali e culturali della città». Legambiente auspica «un passo indietro, con un accordo interistituzionale per un'alternativa immediata a questa scelta che per i colpevoli ritardi maturati, rischia seriamente di penalizzare, con la Mostra d'Oltremare, l'intera città». Una diffida, invece, è stata presentata da Italia Nostra Napoli, associazione nazionale riconosciuta depositaria di diritti di tutela del territorio, firmata dal presidente Guido Donatone e inviata al Soprintendente Luigi Garella, al ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli e alla Procura della Repubblica di Napoli. «Nessun nulla osta si precisa nella nota deve essere concesso per la realizzazione nella Mostra d'Oltremare, vincolata ai sensi del Codice dei Beni Culturali (2004) e se già concesso di revocarlo per autotutela del villaggio di ben 2500 case prefabbricate destinato a ospitare oltre 7000 atleti delle Universiadi. È un'operazione che sconvolgerebbe irreversibilmente una straordinaria area della città: sintesi unica di patrimonio paesaggistico, arboreo, storico, archeologico, ambientale, nonché esempio importante e significativo dell'architettura italiana del Novecento». Italia Nostra sottolinea che «Napoli è stata inclusa, su nostra richiesta del 1993, nella mappa dei siti protetti dall'Unesco quale patrimonio dell'umanità, e che tale riconoscimento può essere revocato con grave discredito per la città in presenza di pesanti alterazioni del patrimonio culturale cittadino. Inoltre la Mostra d'Oltremare è, come detto, vincolata, e tutelata dallo stesso vigente Piano regolatore del 2004, che consente nella Mostra solo interventi di restauro conservativo per gli immobili monumentali e delle aree pertinenziali con esclusione di opere di incremento dei volumi esistenti e di altri utilizzi». «Contiamo che la presente formale diffida al Soprintendente Garella che con il diniego, richiesto da Italia Nostra, dell'assurda costruzione del cosiddetto "Corno" sul lungomare vincolato di Napoli, ha dimostrato la sua fermezza e determinazione - scongiuri un gravissimo attentato contro un bene culturale di inestimabile valore». Al momento, però, non ci sono siti alternativi. Il progetto della Regione, quello che prevedeva l'allestimento dei moduli abitativi nel parcheggio dell'ippodromo di Agnano, è stato bocciato. Le perplessità della Fisu riguardavano soprattutto i sottoservizi (fogne e servizi idrici), da rifare integralmente a differenza del polo fieristico di Fuorigrotta che invece è dotato di strutture funzionanti che hanno bisogno solo di un restyling. In più, il sistema di sicurezza: la Mostra ha tre uscite che possono essere facilmente controllate. La vicinanza con alcune strutture sportive (stadio San Paolo, Scandone e la stessa piscina della Mostra) ha orientato la decisione della Fisu che sta continuando a scatenare polemiche.