Restauro completato. Il prefetto Antonella De Miro: "Frutto di una sinergia fra varie istituzioni". La soprintendente Bellanca: "Progetto pilota" Riapre al pubblico la chiesa di San Giovanni dell'Origlione, affrescata da Novelli, distrutta dalle bombe della Seconda guerra mondiale. Un tesoro nascosto per troppo tempo alla città, sporca e pericolante, che viene adesso restituita ai palermitani dopo i lavori di restauro della Soprintendenza, finanziati con 16mila euro dal Fondo edifici di culto del Ministero degli Interni. Dentro la chiesa si può ammirare anche "Il trionfo di Davide" del pittore monrealese Pietro Novelli realizzato nel Seicento. "Questo evento ha un sapore speciale - dice il prefetto Antonella De Miro presente ieri all'inaugurazione - perché è il frutto di una caparbia volontà del ben lavorare insieme ad un progetto: Fondo Edifici Culto, Prefettura di Palermo, Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione e Arcidiocesi. Non solo istituzioni pubbliche ed ecclesiastiche, ma anche la società civile con l'associazione Italia Nostra che ha raccolto i fondi per i primi interventi di restauro dell'affresco "Il trionfo di Davide" attribuito a Pietro Novelli. Un esempio di cura e valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico appartenente ad un territorio ed alla sua comunità. E non solo aggiunge il prefetto siamo andati oltre. Abbiamo realizzato un progetto pilota di possibile integrazione. Con lo strumento del project work, infatti, due giovani cittadini senegalesi, ammessi alla protezione umanitaria, sono stati inseriti tra le maestranze che hanno realizzato il progetto di restauro, partecipando così ad un percorso di formazione". La soprintendente ai Beni culturali Lina Bellanca ha confermato che l'intervento si può considerare "un vero progetto pilota - dice - un primo esempio di progettualità dedicata non solo al recupero artistico del bene ma anche alla sperimentazione di modalità organizzative capaci di esprimere una forte valenza sociale". Presenti anche l'ex assessore ai Beni culturali Vittorio Sgarbi e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. La Chiesa è stata poi riempita di vita dai giovanissimi 25 componenti del coro "Incanto" dell'Istituto comprensivo Lombardo Radice di Palermo, accompagnati dalla maestra Pizzitola.