Da San Paolo a Tel Aviv, le riconversioni scenografiche Tuffarsi dentro la hall di una stazione dei treni. Si può fare a St. Louis, nello stato americano del Missouri, senza rischiare di rompersi qualche osso. Laddove c'erano i binari di uno dei principali snodi ferroviari dell'Ovest statunitense, infatti, c'è una piscina adorata dai viaggiatori e dai businessman che scelgono di alloggiare all'Hotel Curio Collection della catena Hilton che è sorto all'interno della Union Station allorquando, agli inizi degli anni '80, è stata trasformata in struttura recettiva, shopping centre e complesso di intrattenimento. Quello della conversione delle stazioni ferroviarie è un trend architettonico iniziato appunto pochi decenni fa, il cui primo mattone è stato sicuramente il Musée d'Orsay: l'architetta milanese Gae Aulenti lo immaginò come spazio ideale per ammirare i masterpiece dei pittori impressionisti Monet, Degas, Van Gogh e scelse la pietra calcarea chiara perché si sposava armoniosamente con la luce che entrava dalla volta in metallo e vetro. La versatilità dei materiali originali, l'ampiezza degli spazi, la sensibilità verso il recupero e il fastidio verso lo spreco hanno portato a una declinazione sempre più varia nel riutilizzo delle stazioni ferroviarie, molte delle quali rese inoltre desuete da nuovi e più veloci mezzi di trasporto. Se quella di Atocha a Madrid è un ibrido perché, pur essendo stata mantenuta praticamente intatta, si è voluto piantare al suo interno un giardino tropicale, a San Paolo in Brasile, invece, la Julio Prestes, eretta agli albori del XX secolo, ha cambiato interamente anima. Il suo volto è rimasto lo stesso poiché la facciata ricalca appunto gli stilemi architettonici di quel periodo. Anche le colonne, la pavimentazione e soprattutto i mosaici in vetro colorato delle finestre sono coevi al periodo in cui fu costruita: ora, però, ospita l'omonimo Centro Culturale il cui fiore all'occhiello è rappresentato dalla Sala São Paolo in cui si esibisce la prestigiosa Symphony Orchestra, sfruttando la perfetta acustica di cui si gode in quella che era la hall centrale della stazione. Spazi museali, musicali ed anche di creazione artistica. L'esempio più riuscito e tuttora in divenire di questa ulteriore rinascita delle stazioni è rappresentato da Luma Arles, che si sta sviluppando in un'area limitrofa alla città provenzale laddove si trovavano i magazzini principali dei treni francesi: sotto la direzione progettuale dell'archistar Frank Gehry, l'Arts Resource Centre riunisce gallerie di arte contemporanea, studi di artisti, aree ricettive e ricreative per adulti e bambini, torri e installazioni. Le esposizioni temporanee sono di altissima qualità grazie alla collaborazione con la Tate Modern di Londra e il New Museum of Contemporary Art di New York. Ecco dunque che da luoghi soggetti a una fruizione rapida e superficiale, le aree ferroviarie adesso sono vissute in modo più profondo e accurato da tutte le generazioni. In Israele questo aspetto sociale è fortemente marcato sia a Tel Aviv che a Gerusalemme. L'Hatachana sorge tra la spiaggia, il mercato del Carmelo e il quartiere bohemien di Neve Tzedek. Laddove arrivavano i viaggiatori da Gerusalemme, adesso i bambini giocano a pallone sopra i binari dismessi, i genitori fanno acquisti nelle boutique, i turisti visitano le mostre sulla storia del Paese allestite all'interno dei vagoni. Il capolinea opposto, la First Station della Città Santa, invece ha una connotazione più gastronomica in virtù delle start-up legate alla ristorazione che sono sorte intorno ai binari ricoperti da una passerella in legno che si può attraversare anche con i segway. Chi vuole avere una stazione tutta per sé, ed è disposto a sborsare 950 mila sterline (circa un milione e trecento mila euro) può acquistare la Station House nello Shropshire, contea delle West Midlands inglesi. Oltre alla parte in muratura dove si trovavano biglietteria e sala d'aspetto, potrà alloggiare anche nei vagoni in cui sono state ricavate le stanze da letto, il soggiorno e i bagni. L'unico rischio è svegliarsi nel cuore della notte col timore che la casa parta all'improvviso.
Corriere della Sera
9 Giugno 2018
Piscine, sale da concerto Qui c'erano una volta le stazioni ferroviarie
LU
Luca Bergamin
Corriere della Sera
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Bene culturale
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