Venezia, il Comune certifica le strutture. E se i visitatori sbagliano, paga chi li ospita I pass saranno dati dagli hotel, dagli affittacamere, dagli alloggi turistici insomma da tutte le strutture certificate dal Comune. Se una struttura è abusiva, il turista diventa di «serie B». A chi gestisce alloggi regolari il Comune di Venezia chiederà anche di insegnare agli ospiti le regole della città. Se c'è qualcuno che sgarra, soprattutto sui rifiuti, paga il proprietario. VENEZIA. Pass per non essere bloccati ai varchi, i turisti che dormono in città non dovranno seguire i percorsi alternativi, come i turisti pendolari. Quando nelle giornate da bollino rosso e nero la centrale operativa dei vigili sancirà che è ora di chiudere i tornelli, gli ospiti di hotel e anche di appartamenti a uso turistico potranno passare per il ponte della Costituzione o entrare in Lista di Spagna come i residenti e i lavoratori. Lo annunciato ieri il sindaco Luigi Brugnaro in commissione consiliare Turismo, riunita per affrontare un'interrogazione di Ottavio Serena e Renzo Scarpa (Gruppo Misto) che chiedeva spiegazioni sul piano di gestione dei flussi messo in campo dall'amministrazione a maggio e in vista dell'estate. La scelta di privilegiare chi soggiorna in città ha un duplice obiettivo, da un lato spingere i visitatori a dormire a Venezia e ridurre così il fenomeno dei «day tripper» (viaggiatori di giornata) e dall'altro far emergere i furbetti del nero. «I turisti che prenoteranno in strutture certificate potranno contare sul pass per girare liberamente in caso di pienone - ha detto Brugnaro - e chi vorrà la certificazione dovrà spiegare ai suoi ospiti le regole di rispetto della città». Affittacamere, bb e locazioni che non si sono mai registrate per il pagamento dell'imposta di soggiorno, che non dichiarano i propri introiti al fisco e che nemmeno pagano la Tari sui rifiuti in base al reale uso dell'immobile si troveranno a un bivio: o emergono dal nero o i loro turisti saranno di serie «B», esclusi cioè dai privilegi accordati a chi dorme in città. Non solo, il sindaco ieri ha spiegato che le «colpe» dei turisti ricadranno sui gestori degli alloggi turistici (e di più se si tratta di abusivi) a partire dal mancato rispetto delle norme sullo smaltimento dei rifiuti. «Le strutture di accoglienza certificate riceveranno sacchetti numerati - ha continuato Brugnaro - Se l'utente si comporta male, pagherà il responsabile della struttura che incassa 3 mila euro al mese invece dei mille che incasserebbe se affittasse a lavoratori e studenti». Il sistema sarà pronto tra un anno e a quel punto non serviranno più ordinanze del sindaco: quando ci saranno i sensori conta persone (a breve sarà pubblicata la gara), la centrale operativa dei vigili deciderà se chiudere i varchi e deviare i flussi. «Il metodo sarà scientifico non approssimativo come è ora», ha detto Brugnaro. Ieri, il sindaco ha spaziato a 360 gradi sui temi caldi di Venezia, dai problemi di moto ondoso («Finora non si era fatto nulla, noi abbiamo introdotto i controlli di "Onda zero"») passando per le grandi navi («La soluzione c'è ma ora è tutto fermo, contiamo di poter riavviare il confronto con il nuovo Ministro») fino alla residenza («Chiederemo alla Regione se l'Ater ci può dare alloggi da sistemare e assegnare») e ai residenti («L'esodo dei residenti da Venezia non è irreversibile, da inizio anno in centro storico sono morte 260 persone ma sono arrivati 329 nuovi abitanti, stiamo invertendo la rotta»). «Come vedete non si può rispondere a una singola interrogazione, come se il lavoro per far ripartire la città fosse estemporaneo», ha sottolineato. Immediata la replica di Scarpa: «Le interrogazioni sono l'unico strumento a nostra disposizione, i cittadini devono conoscere cosa accade». E la polemica del sindaco: «Parla chi è stato eletto e poi ha cambiato subito gruppo». Quando Monica Sambo (Pd) ha chiesto i costi dell'operazione tornelli, è intervenuta l'assessore al Turismo Paola Mar: «I costi complessivi sono di 87 mila euro, a maggio ne abbiamo spesi 29.403, di cui 12 mila di service e steward, 6.800 di noleggio delle strutture e 4.500 di cartelloni e 6 mila per i lancioni a fondamente Nove che però sono interventi che restano».