Un tempo proprietà della famiglia di Carlo Cassola è stato al centro delle indagini su alcuni scandali dell' Isola d'Elba NON finiscono mai i misteri di Cerboli, l'isolotto che sorge nel canale di Piombino a otto chilometri dall'isola d'Elba, che appartenne alla famiglia dello scrittore Carlo Cassola, e fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. Sebbene sia disabitato e sottoposto a vincoli ambientali rigidissimi, da anni è al centro di misteriosi passaggi di proprietà e di progetti più o meno avventurosi. E ora Legambiente, che nel 2001 preparò un dossier sui misteridi Cerboli da cui hanno preso il via le indagini su alcuni degli scandali elbani, rende noto che sul sito internet di Toscana Casa (che fa capo a «Studio Habitat srl» di Pistoia) appare un'offerta relativa ad un'isola anonima, che tuttavia, dalle foto, risulta proprio Cerboli. Che l'isola sia in vendita non è una novità. Due anni fa Gabetti la proponeva per 5 milioni di euro. Quel che preoccupa e il contenuto dell'annuncio di Toscana Casa: «Elba (arcipelago toscano) - euro 3.500.000 - 7 ettari - piano di recupero isola, destinazione residenziale, Rta (residenza turistico alberghiera) residence, parco, campi da tennis, posti barca, progetto presentato». Ebbene, Cerboli fa parte del Comune di Rio nell'Elba, nel cui piano strutturale figura come «area inedificabile». E' zona A di riserva integrale del Parco dell'Arcipelago, ed è Zps (Zona di protezione speciale) dell'Unione europea, il livello di protezione più alta della Uè, istituito per conservare natura e biodiversità. Ma nell'annuncio si parla di «destinazione residenziale» e di un progetto presentato. Il responsabile di Toscana Casa dichiara: «Ho un dischetto con dei progetti e degli studi di fattibilità». «Nessuno ha mai presentato al Comune un progetto per costruire residence o quant'altro sull'isolotto di Cerboli», afferma il sindaco ds di Rio nell'Elba Catalina Schezzini: «In ogni caso i vincoli ambientali lo proibiscono». Il 25 febbraio scorso gli imprenditori pistoiesi Franco Giusti e Fiorello Filippi, protagonisti di uno degli scandali elbani, hanno dichiarato: «Cerboli è nostra». Ma forse non sono gli unici pro-prietari. Le intercettazioni mostrano che quando lo scandalo esplose un altro dei protagonisti, l'ex viceprefetto di Livorno Giuseppe Pesce, temeva che i carabinieri mettessero il naso nella pro-prietà di Cerboli. Osserva Legambiente: «Tanta esibita noncuranza per i vincoli ambientali fa pensare che forse le scatole cinesi che nascondono la vera proprietà di Cerboli portano ancora più in alto di quanto sia dato sapere». E per questo l'associazione chiede «al ministero dell'ambiente, al parco nazionale e al Comune di Rio di bloccare le ambizioni cementificatorie dei padroni di Cerboli».