L'associazione valuta come rilanciarlo, moltiplicare offerta e proposte «Sarà la priorità della prossima amministrazione, così come lo è stata la Pinacoteca nei cinque anni appena passati, perché è impossibile abdicare all'impegno per il Museo di Scienze Naturali». È categorico il vicesindaco Laura Castelletti nel soffiare aria nuova sulle sale di via Ozanam. E l'aria nuova passa attraverso l'ufficializzazione della costituzione dell'Associazione Amici del Museo di Scienze Naturali che negli ultimi due anni ha lavorato, con un comitato scientifico, all'individuazione di tutte le criticità che hanno fatto accumulare un po' di polvere sopra uno scrigno prezioso che custodisce raccolte importanti «abbiamo rivisto oltre 40 mila fogli erbari, campione per campione», spiega Franco Fenaroli dell'Associazione Botanica Bresciana. «Questo non è un punto d'arrivo, ma un giro di boa precisa l'assessore all'ambiente, Luigi Fondra per continuare a conservare il patrimonio naturalistico e renderlo fruibile, mantenendolo vivo per gli appassionati, le scuole e le università». La struttura non sarà demolita, come inizialmente si era considerato, anche per mantenere il contatto con la città. Fino alla fine dell'anno l'Associazione sarà guidata da Mario Capponi, fermo nella sua convinzione che «I naturalisti sono abituati a ragionare sui milioni di anni e questa struttura dovrà esistere per sempre. Il nostro impegno sarà quello di spendere forze per proposte e contenuti, svolgendo attività che siano di aiuto alle iniziative del museo, spaziando dalla collaborazione per le mostre al restauro dei materiali». Favorire e pubblicizzare le attività di ricerca e divulgazione naturalistica e ambientale svolte in via Ozanam (dove si pubblica la rivista Natura Bresciana) anche attraverso viaggi di studio, visite ad altri musei o luoghi di interesse naturalistico, conferenze e convegni, coinvolgere le scuole, incrementare la dotazione libraria della biblioteca del museo. Sono alcuni dei propositi dell'associazione che, per sostenersi, si pone anche l'obiettivo di raccogliere fondi, soprattutto attraverso le adesioni di nuovi soci (le quote: 10 euro gli studenti, 30 i soci ordinari, 100 i sostenitori e 50 enti e associazioni) «I soci potenzialmente sono circa 1 milione e 200 mila, tanti quanti gli abitanti dell'intera provincia spiega Capponi con la quale dobbiamo rinsaldare il rapporto perché questo museo è un po' come il cofanetto dei gioielli della bisnonna chiuso nel cassetto che dobbiamo far scoprire e spiegare anche ai turisti». Così si stimola il Comune «a rimettere in piedi il museo» dove ora sono visitabili le sale dedicate alle collezioni di minerali e alla montagna, il giardino con molteplici specie vegetali arboree e arbustive, mentre in castello è attiva la specola per le osservazioni al telescopio. E tra analisi e progetti arriva al Comune una sollecitazione. «La priorità è il personale. Bisogna nominare un direttore manager, non uno scienziato, e individuare un conservatore per la sezione zoologica che manca da 10 anni», caldeggia Mario Grottolo presidente del Centro Studi Naturalistici Bresciani.
Brescia. Museo di Scienze, l'era della riscoss. Nessuna demolizione, si cercano aiuti
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