«Non so se ci sono caduti sopra arrampicandosi, se scivolando se la sono portata dietro. Oppure se ci si siano proprio accaniti contro. Ma la testa del puttino, dopo un volo di tre metri, è in frantumi». L'architetto dell'ufficio Belle Arti del Comune, Giorgio Caselli, aspetta a fare previsioni sui tempi e i costi di recupero della statua in marmo commemorativa del conte Nicola Demidoff che l'altra notte è stata pesantemente danneggiata. «Aspettiamo che la polizia municipale ci renda i frammenti, che ha sequestrato per le indagini. Da domani ci metteremo a lavoro». A una prima stima il danno si aggira sui 20 mila euro. Alle Belle Arti stanno valutando un paio di opzioni prima di individuare il soggetto più adatto a cui affidare i lavori. «Le possibilità sono due: se possibile, proveremo a ricostruirla partendo dai frammenti che abbiamo conclude Caselli altrimenti dovremo integrare la statua con un pezzo nuovo. Non sarà certo facile ricostruirla». L'atto di vandalismo si è consumato alle prime ore del mattino di venerdì, in piazza Demidoff, attigua a lungarno Serristori. La statua decapitata è quella di un bambino in braccio ad una delle quattro figure allegoriche realizzate da Lorenzo Bartolini tra il 1830 ed il 1849, su ordine dei figli del nobile russo, poi completata dal suo allievo Pasquale Romanelli nel 1871 e in un secondo momento donata al Comune di Firenze. Dalle prime indagini non ci sono testimoni, la polizia municipale sta cercando di individuare i responsabili. Anche l'indice della figura femminile e il bordo sinistro della base circolare hanno riportato scheggiamenti.