SORVEGLIANZA ai monumenti, l'assessore alla cultura Simone Siliani scrive ai privati che, attraverso Repubblica, avevano offerto una qualche disponibilità. Scrive a Riccardo Fusi, presidente della Baldassini-Tognozzi-Pontello, Bruno Bardelli, co-proprietario del caffè Rivoire di piazza Signoria, Piero Antinori, capo della famiglia che produce vino da 600 anni, Sergio Ceccuzzi, presidente dell'associazione industriali, Cesare Vannini, direttore della Confcommercio, Giuseppe Mussari, presidente della Fondazione del Monte dei Paschi. E a tutti propone la costituzione di un fondo per la tutela del patrimonio artistico della città. «Un fondo amministrato da un comitato composto dal Comune, dalle soprintendenze e dagli stessi finanziatori privati», scrive nella lettera appena partita da Palazzo Vecchio l'assessore Siliani. «Un fondo costituito nell'ambito del Piano di gestione del sito patrimonio dell'umanità Unesco che ha appunto la finalità di tutelare e valorizzare il centro storico di Firenze», aggiunge il responsabile cultura del Comune. Con quale finalità? «Proteggere una serie di monumenti da atti vandalici come quello occorso al Biancone con i metodi ritenuti più efficaci, compresa la vigilanza, e anche dal degrado indotto da agenti atmosferici attraverso un programma di manutenzione ed eventualmente restauro», si legge ancora nel testo inviato da Siliani. I privati risponderanno di essere pronti a contribuire al fondo?«Con questa lettera intendo chiedere conferma della sua collaborazione e sarà mia cura, agli inizi di settembre, contattare lei e gli altri soggetti che si sono dichiarati disponibili a collaborare per presentare gli elementi costitutivi del fondo», chiarisce l'assessore. Convinto che questo sia solo il primo passo. Siliani è intenzionato a spedire nei prossimi giorni analoghi inviti ad altri operatori privati e, subito dopo, ad ultimare l'elenco dei monumenti da proteggere. Un elenco che si preannuncia lungo, stante la densità monumentale ed artistica del centro storico fiorentino, dichiarato patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Ma comunque ritenuto necessario, dopo la scalata del giovane empolese sul Biancone che è costata la mano al Nettuno. Ogni monumento del «museo all'aperto», è quello che pensa il Comune, deve essere vigilato a vista se si vuole davvero garantire una efficace tutela. E non a caso l'appello lanciato dal sindaco Leonardo Domenici, all'indomani dell'ennesimo atto di vandalismo sul Biancone, ricorda nella lettera l'assessore Siliani, «tendeva a chiamare l'intera città a sentire come proprio il patrimonio artistico che fa di Firenze una città unica al mondo».