Per valorizzare meglio l'offerta culturale della città Del Bono candida Brescia a capitale italiana della Cultura. La Vilardi propone un biglietto unico per tutti i musei, Guido Ghidini vuole portare l'arte anche nelle periferie. Obiettivo finale: candidare Brescia a capitale italiana della cultura Nel programma Del Bono il capitolo «Cultura» occupa ben sei pagine. Si inizia con l'elenco delle cose fatte sotto la regia dell'assessorato guidato dalla vice sindaco Laura Castelletti e si conclude con l'obiettivo di candidare Brescia a «capitale italiana della cultura». In mezzo i dettagli di un piano che vede nella cultura «anche un modo di essere nel quale gli abitanti della città sperimentano l'appartenenza a una comunità che si emoziona e pensa». Quanto fatto finora e quanto si vuole valorizzare «va ora messo a sistema» proseguendo nel prezioso lavoro di mappatura delle realtà e degli eventi culturali, costituendo un ufficio dedicato alle manifestazioni, proseguendo nella apertura di nuovi spazi e luoghi. In programma c'è anche l'investimento di ulteriori risorse per un adeguato aggiornamento e incremento del patrimonio librario delle biblioteche, importanti anche per il loro «ruolo di coesione territoriale e sociale». In progetto, oltre al rilancio del Museo di Scienze Naturali, il dare corpo ai tanti progetti per la valorizzazione del Castello, la completa apertura della Crociera di San Luca, il rafforzamento della rete di Volontari per Brescia. Tra i punti anche la razionalizzazione della gestione dei fondi con maggiore coordinamento tra i soggetti erogatori, «privilegiando forme di accesso alle erogazioni tramite la modalità del bando», la valorizzazione non solo di eventi e progetti di grande richiamo «ma anche della produzione culturale diffusa delle realtà popolari», la promozione dell'arte contemporanea e e delle tradizioni «legate al lavoro e all'impresa». Mai più all'ombra di Milano e Verona: biglietti unici e competenze più definite Nel programma di Paola Vilardi il legame stretto è tra cultura e turismo, con l'obiettivo dichiarato di fare in modo che Brescia non sia più come a volte dicono i turisti «la città tra Verona e Milano». La strada per raggiungere l'obiettivo passa attraverso diverse misure, dalle sinergie che si possono costruire con i due atenei cittadini a concorsi tipo «Adotta un monumento» da promuovere nelle scuole cittadine per diffondere conoscenza del patrimonio artistico all'ampliamento degli orari dei musei nei periodi di maggior flusso turistico. Il Castello deve essere reso più fruibile e «reale» deve essere il recupero del Teatro Romano. Il tutto con biglietti unici al sistema museale validi 72 ore, una segnaletica più attrattiva e altri incentivi. Un paio di punti mirano a stabilire in maniera differente il chi decide cosa: «Rivedere le competenze di Brescia Musei in modo che sia chiaro il confine di intervento tra la Fondazione e il Comune, con particolare attenzione alla promozione delle iniziative in Castello». E ancora: «Riportare la politica e le decisioni sulla valorizzazione del patrimonio artistico della città in consiglio comunale, in modo che la cabina di regia torni presso l'organo maggiormente rappresentativo delle diverse anime della città puntando a una politica culturale che unisca la città». Tra i punti anche la creazione di un tavolo tecnico con esperti del settore per valorizzare il patrimonio artistico. Sullo sfondo la necessità di attrarre investimenti privati «anche mediante networking e fundraising, sgravi fiscali e utilizzo delle agevolazioni europee e nazionali previste». Una rivoluzione civile in Brescia Musei; porteremo l'arte nelle periferie Per i Cinque Stelle «L'obiettivo principale della cultura è il progresso della persona» e quattro sono le direzioni per promuovere le politiche culturali cittadine: «Favorendo la meritocrazia nella scelta delle figure professionali da inserire in ogni settore di riferimento, valorizzando il patrimonio culturale cittadino, riqualificando il territorio e liberando la città dal timido guscio nel quale si nasconde». Come si traduce tutto questo? Innanzitutto «nominando a capo dell'assessorato una figura di alto profilo, con una dimensione professionale forte e scollegata da qualunque sistema». Questo varrà anche per le scelte riguardanti la Fondazione Brescia Musei, con l'obiettivo «di un coinvolgimento più ampio della società civile e senza quelle chiusure di un regime politico a cui siamo stati abituati negli ultimi decenni». Tra le azioni da intraprendere un maggior sguardo alle periferie, «identificando nei quartieri in sofferenza i luoghi ideali per creare musei a cielo aperto», progetti di street art. Il museo delle scienze deve essere invece rilanciato e portato fuori dal «senso di abbandono e scarsa cura» che ora trasmette, così come rilanciate devono essere le biblioteche. Rispetto agli eventi e manifestazioni, l'obiettivo è per una cultura aperta. più partecipata anche nelle fasi progettuali, meno passiva e più attiva. Tra le idee anche il palinsesto integrato di eventi con annesso portale online e «la scuola di brescianità». «Ci faremo promotori nelle scuole primarie - si legge nel programma - di percorsi di educazione civica incentrati sulla conoscenza delle eccellenze culturali della città». La destra e la disciplina a scuola, la sinistra verso nuovi orizzonti di socialità CasaPound punta a valorizzare la BRIXIA ROMANA (proprio così, tutto maiuscolo) e a celebrare con la dovuta importanza le X Giornate. Per il resto CasaPound intende «offrire un sistema culturale integrato tra eventi e appuntamenti della città e quelli dei comuni della provincia». Per Forza Nuova - Azione sociale cultura e istruzione vanno a braccetto. Ne consegue che bisogna «rivedere il modello di istruzione nei limiti concessi dalla legge affinché le nuove generazioni crescano con valori, tradizioni, educazione e disciplina». Seguono impegni, che vanno dal contrasto «alla diffusione della teoria gender» alla diminuzione nelle scuole primarie e dell'infanzia del numero degli allievi stranieri per classe. la Lista «Pro Bigio» dedica alla cultura poche righe: «Valorizzazione dell'aspetto culturale, turistico, enogastronomico della città, esaltando i monumenti (Bigio compreso) e i siti storici». Altra proposta a tema è «l'istituzione di una filarmonica stabile». Per Potere al Popolo, un intero capitolo dedicato, la cultura è invece importante strumento per «ripulire l'aria stagnante e viziata che si respira da troppo tempo in città, aprire le finestre, guardare fuori e vedere altri orizzonti». Tra i punti trovano spazio il primario sostegno ad attività culturali e progetti artistici diffusi nel territorio «oggi costretti a una difficile clandestinità», «più socialità e meno divieti meschini». Nulla di specifico invece nel Pci di Lombardi, se non la proposta di aumentare la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini anche attraverso «personale specializzato in mediazione culturale e specifiche metodiche di confronto e risoluzione dei conflitti (ex. Teatro dell'Oppresso)».
Corriere della Sera
3 Giugno 2018
Brescia. Cultura, le ricette degli 8 candidati
TH
Thomas Bendinelli
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
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