Brugnaro: «Visitatori venite, ma due giorni». Nuovi take away e divieti per i kayak VENEZIA. Una nuova legge speciale per Venezia che preveda più poteri per reprimere atti vandalici, comportamenti cafoni e piccola criminalità ma anche per riportare in città commercio di qualità, antidoto ai negozi a tutto un euro. Nel giorno del giuramento del governo gialloverde, il sindaco Luigi Brugnaro detta l'agenda politica veneziana e s'appella al premier Giuseppe Conte: «Abbiamo bisogno di poteri speciali per gestire una città speciale, andiamo fino in fondo e facciamo che Venezia diventi un esempio di gestione di turismo e cultura». Ieri, prima giornata da «bollino nero», il sindaco è andato a controllare i varchi, posizionati in mattinata in piazzale Roma e Lista di Spagna e proprio mentre verificava che il sistema di gestione dei flussi funzionasse, ha tirato le fila delle prime richieste al nuovo governo. «Le persone che vivono qui hanno difficoltà oggettive, diverse da altri posti - ha detto - e con grande caparbietà insistono perché ci diano poteri e risorse per gestire la città». Legge speciale e sicurezza sono in cima alla lista per intervenire, ad esempio, su turismo e commercio. «Dobbiamo cercare di togliere tutti i negozi di "robaccia", di cineserie varie, non sono per Venezia - ha spiegato - Speriamo che il governo del cambiamento ci dia i poteri per cambiare, questa deve essere la città di made in Italy, bellezza e artigianato». Nell'attesa, però, continuano le aperture dei take away (il blocco varato dal Comune e ora da una legge regionale non è ancora effettivo): ieri, in campiello Dolfin, ha inaugurato un altro esercizio di pasta d'asporto, «Panesugo». I varchi rinstallati ieri non sono stati chiusi e probabilmente non lo saranno neanche oggi, a meno di improvvisi assalti dalle spiagge causa maltempo, con buona pace delle proteste dei negozianti di Lista di Spagna («Con il ponte della Costituzione i flussi si erano spostati, ora ribilanciamo», dice il sindaco). Brugnaro ci tiene a far capire all'opinione pubblica fuori città che varchi non è sinonimo di Venezia non accessibile ai visitatori. «Venezia è aperta, venite tranquilli, c'è sempre spazio - ha detto - magari evitate i giorni "neri" per una gita di un giorno, la nostra non è città da sacchi a pelo, non è un luogo dove ti porti panino e acqua, consiglio di starci due o tre giorni, di passarci il weekend: Venezia esige rispetto». Che sia una battaglia dura e che non riguardi solo i visitatori di un giorno, ma anche quelli che soggiornano in hotel e pure di lusso, lo dimostra un video che sta girando nei social, dopo aver spopolato su Youtube dal settembre scorso. Lo «firma» un noto youtuber statunitense, attore, con milioni di seguaci che è venuto in città con l'obiettivo di compiere un'azione proibita e farsene bello sul web. Jack Paul, ventunenne che per la sua fama tra il popolo del web nel gennaio 2017 è stato ospite della Casa bianca, si è tuffato dal ponte della Paglia, per poi correre mezzo nudo nella sua camera al Danieli, prima che un veneziano minaccioso chiamasse la polizia. Il video ha avuto più di 11 milioni di visualizzazioni e molti degli oltre 9 mila commenti sono «appluasi». Non solo. La influecer sino-americana Jessica Wang (quasi un milione di follower nei canali social), forse non a conoscenza del divieto di fare picnic, nei giorni scorsi si è fatta fotografare seduta su una riva con pizza da asporto e Bellini. I veneziani l'hanno redarguita, i suoi ammiratori l'hanno invidiata, sognando di farsi lo stesso selfie. Mentre i sogni «proibiti» spopolano, Venezia continua a produrre divieti: è allo studio un'ordinanza per fermare canoe e kayak nei canali. «A Venezia ci sono barche da trasporto e vaporetti, è pericoloso, lo spiegheremo agli amici canoisti», ha detto Brugnaro.