De Martin: vogliamo snellire le pratiche. Tempi della burocrazia più corti: da 240 a sessanta giorni VENEZIA. Quali documenti presentare, come farlo e che tipo di sanzioni si rischiano in caso di restauri e interventi edilizi nel Comune di Venezia, è arrivato l'«Abaco degli interventi 2018», una guida per architetti e geometri che operano tra centro storico e terraferma e che interpreta le norme regionali e nazionali chiarendo cosa e come fare per realizzare un intervento edilizio. «Si tratta di uno strumento condiviso con Soprintendenza e organi professionali spiega l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin La volontà dell'amministrazione è snellire le pratiche in una città dove non è sempre facile intervenire». Per ogni cantiere che si intende aprire in città serve, ad esempio, l'autorizzazione paesaggistica e spesso i professionisti del settore fanno fatica a districarsi tra uffici e norme. «Ora uffici, cittadini e amministrazione parlano la stessa lingua», dice Lorenza Lavini, presidente della commissione Urbanistica. Oggi, l'Abaco sarà pubblicato sul sito del Comune e chiunque potrà scaricarlo e capire, ad esempio, come realizzare un'altana o introdurre un abbaino ma anche sistemare un cancello, un camino, i campanelli o capanni per attività agricole e marciapiedi. «Questo strumento è volutamente aperto continua De Martin Può essere implementato e aggiustato, anche grazie ai suggerimenti e alle segnalazioni degli ordini professionali, l'Abaco faciliterà lo snellimento delle pratiche». Commentano architetti e geometri: «Sarà nostro impegno formare i nostri iscritti all'uso dell'Abaco e a spingere sull'informatizzazione». Da quando, il Comune ha introdotto la possibilità di inviare progetti e documenti via mail (all'incirca un anno fa), i tempi della burocrazia si sono accorciati da 240 a 60 giorni e la speranza è di velocizzare ulteriormente il lavoro degli uffici pubblici, anche perché da quando sono stati liberalizzati molti interventi dal governo, la mole di pratiche non è diminuita come prevedevano i tecnici comunali, ma aumentata. «Stimavamo un calo da una media di 1.800 a 1.200 richieste di autorizzazione paesaggistica spiegano a Ca' Farsetti invece la diminuzione non c'è stata». I casi sono due, o la crisi dell'edilizia sta finendo o alcuni interventi finora non dichiarati stanno emergendo dal nero.