Indagine Airbnb: valorizziamo zone periferiche. Con i lancioni 4,5 milioni di visitatori VENEZIA. Lo dice anche Airbnb, Venezia è la città che soffre di più per il fenomeno dell'«overtourism», che altro non è che il sovraffollamento di turisti. Nessuna realtà, tra le nove «regine mondiali del turismo» studiate dal portale di affitti per viaggiatori, ha mostrato problemi come quelli che lamenta la Serenissima. Ieri, a Parigi, Airbnb ha presentato la ricerca «Healthy travel and healthy destination» (Viaggi sani e destinazioni sane) in cui studia il turismo a Barcellona, Amsterdam, Bangkok, Bali, Mallorca, Kyoto e Queenstown e appunto Venezia. Il risultato dell'analisi fotografa quanto i residenti denunciano da tempo: «Venezia è la città del mondo che più di tutte soffre per "overtourism", con 73,8 turisti per abitante fra centro storico e terraferma e escursionismo "mordi e fuggi"». Di contro, in sua difesa, Airbnb mostra, con numeri e statistiche, che chi prenota la vacanza attraverso il portale è una netta minoranza (il 3 per cento) e porti introiti a ristoranti, negozi di vicinato e in generale in quartieri meno battuti dal fenomeno. Detto questo, scrive Jonathan Tourtellot, direttore del National Geographic center for sustainable destinations nell'introduzione allo studio: «Il turismo è un'arma a doppio taglio, se ben gestito, può fare molto bene, può spingere economie e dare lavoro, motivare restauri e avvicinare culture. Se mal gestito, può fare molto danno: deperimento culturale e ambientale, sovrasviluppo ricettivo, stress sociale». Ed è di questo di cui Venezia starebbe soffrendo. Il report di Airbnb arriva proprio quando il Comune, con Questura e Prefettura, ha definito i 43 giorni da bollino «rosso» e «nero», quelli cioè con varchi e deviazioni in caso di ressa e nelle ore in cui la commissione Turismo, sollecitata da un'interrogazione di Ottavio Serena (Gruppo misto), è tornata a parlare di gestione dei flussi. «A fine mese pubblicheremo la gara per la posa dei sistemi di contapersone, dopo la sperimentazione da Carnevale», ha spiegato Paolo Bettio, amministratore unico di Venis. «Il lavoro prosegue ha aggiunto l'assessore al Turismo Paola Mar stiamo applicando quando stabilito nella delibera di giunta». Giovanni Seno, direttore generale di AvmActv, ha fornito i dati di lancioni e pullman turistici: «Nei giorni di picco arrivano 370 autobus con una media di 43 persone a bordo ha sottolineato Da Punta Sabbioni arrivano 1,5 milioni di persone l'anno sui lancioni, 3 milioni dal Tronchetto». Nel suo report, Airbnb, invece, spiega che nel 2017, per ogni residente ci sono stati 73,8 turisti di cui 2,2, provenienti da 150 paesi, hanno dormito in un alloggio del suo portale per una media di 2,8 notti. Inoltre, i visitatori di Venezia l'anno scorso avrebbero speso 19 milioni in ristoranti, 15 in cultura, sei in frutta e verdura, sei nei trasporti, cinque per lo shopping e tre in divertimento. «Chi soggiorna con Airbnb si trova per lo più fuori dai tradizionali percorsi turistici e gli host raccomandano locali e mete non prettamente turistiche», si legge. Grazie agli affitti, chi affitta avrebbe investito, nel 2017, 2 milioni in «home improvement» (restauri) e risparmiato 400 mila euro da immettere in nuove attività mentre per 600 host Airbnb avrebbe permesso di restare nella propria casa. Il portale, che non ha ancora trovato un accordo con Ca' Farsetti sul pagamento della tassa di soggiorno, fornisce il suo decalogo al turista: «Viaggiate in piccoli gruppi, evitate l'alta stagione, fermatevi di più, non dormite in zone turistiche, consumate in esercizi tradizionali, acquistate da artigiani locali, dedicatevi ad esperienze insolite, programmate le attività fuori dalle ore di punta, seguite le raccomandazioni dei residenti e informatevi su regole e consuetudini locali».