Nell'era delle città, l'Urbanocene , interessano di più due giornate di studio sul centro storico di Firenze che non il caos istituzionale di questi giorni. L'Accademia delle Arti del Disegno ha messo intorno a un tavolo urbanisti, architetti, demografi, storici urbani, economisti, giuristi, filosofi per offrire proposte ragionate agli amministratori Cristina Giachi, Paola Concia e Lorenzo Perra. Tutti riconoscono le emergenze del centro storico. Ma le analisi, con competenza e passione, hanno affrontato da diverse prospettive i problemi di Firenze e del suo centro storico, sistema complesso, vivente e dinamico. E tutti hanno concordato sull'assenza di un progetto di medio periodo, e sulla scarsa attenzione all'accelerazione di fenomeni devastanti per l'equilibrio della città. L'esplosione degli Airbnb è stata rivelata da Marzio Fatucchi su questo giornale. Solo in piccola misura il nuovo sistema di alloggi privati fornisce quelle alternative intelligenti al turismo di massa richiamate dal professor Massimo Livi Bacci, mentre in larga parte produce un effetto moltiplicatore per arrivi incontrollati di turisti. James Bradburne, già direttore di Palazzo Strozzi ha perorato una lotta convinta contro la disintermediazione prodotta dagli AirBnB, vista come la minaccia più grave per il centro. E non pare che il Comune abbia strumenti e volontà politica in tal senso. Il centro e il Quartiere 1 vedono un progressivo e costante spopolamento non di residenti, pressoché stabili nell'ultimo decennio ha ricordato l'assessore Perra , ma di veri abitanti. È un fenomeno fisiologico delle città, specie italiane, che richiede forme rinnovate di rigenerazione urbana. L'immissione di non residenti può avvenire in modo casuale e incontrollato, come accade in via Palazzuolo o in via Panicale, dove gli immigrati vengono confinati in ghetti invivibili. Ma si può sperare anche in un'immissione di famiglie, meglio se giovani, provenienti dalla cintura fiorentina, promossa dal Comune con politiche abitative. A Milano il Comune immette settemila affitti in centro al 20 in meno rispetto ai prezzi di mercato, un'operazione concordata con le aziende immobiliari. Tanti hanno ricordato l'intervento abitativo delle Murate, che risale alle giunte Primicerio e Domenici. In direzione opposta va la trasformazione dei grandi edifici vuoti del centro in studentati e in alberghi. È necessaria una logica di sistema che orienti e diriga i flussi contrastanti che nello spazio-tempo di una giornata in centro presentano turisti, studenti, pendolari in entrambe le direzioni, residenti e abitanti, e che sempre più spesso producono conflitti. Il sistema coinvolge direttamente il rapporto necessario tra periferie e centro, perché l'appartenenza urbana termine caro a Marco Dezzi Bardeschi rinasce solo con i fiorentini che non vivono più a Firenze. Ciò mette in gioco il sistema pubblico della mobilità che non ha alcuno sviluppo ragionevole nel centro storico. Inutile sperare nella scomparsa del traffico privato se non si propone mobilità alternativa. Non mancano i buoni propositi degli amministratori. L'assessora Concia ricorda lo stanziamento di sei miliardi, il rinnovato lancio della campagna per il rispetto del centro (enjoy Florence) e un bollettino turistico che dovrebbe informare sui flussi del traffico pedonale urbano. E vale molto, nel lungo periodo, l'impegno sull'educazione alla cultura urbana, rivolto ai giovani proprietari di domani, presentato dalla vicesindaca Giachi. Ma una città storica in una rete turistica che ha attratto un milione di cinesi nel 1990 e 100 milioni nel 2015 deve avere una visione strategica ha ricordato Mauro Lombardi per gestire gli spazi, i contenitori vuoti, l'evoluzione urbana nei diversi sotto-sistemi: energetico, con la questione cruciale della gestione dei rifiuti (vedi blocco del termovalorizzatore), idraulico, di flussi di persone-merci-mezzi, di infrastrutture (materiale e immateriale). Rilanciamo l'appello conclusivo del direttore del Corriere Fiorentino , Paolo Ermini al sindaco Nardella, che ben conosce il quadro complessivo. È urgente che Nardella, a un anno dalla fine del suo mandato, sviluppi una proposta strategica di medio periodo, dotandosi di una struttura per il coordinamento operativo e di un nucleo tecnico-strategico con competenze multiple. E per questo è necessaria una legge per le città d'arte.