La nuova iniziativa ideata dalla direttrice Hollberg In Accademia al tramonto. A tu per tu con un'opera, per farsi cullare dai racconti di storici dell'arte e non solo. La «casa» del David lancia una nuova iniziativa in un orario insolito come le 19.30-20 per coinvolgere il pubblico affezionato e soprattutto nuovi curiosi che per undici volte potranno visitare il museo la sera, e assistere ad altrettanti incontri: è il nuovo ciclo di appuntamenti intitolato «Voci fiorentine» e pensato dalla direttrice della galleria Cecilie Hollberg, dal 5 giugno al 25 settembre. Ogni sera un nuovo ospite intratterrà il pubblico di fronte a un'opera da lui scelta, raccontando un personale punto di vista o un'esperienza legata all'opera stessa. Si comincia dal direttore del museo dell'Opera del Duomo, monsignor Timothy Verdon, che il 5 giugno parlerà del San Matteo di Michelangelo. Mentre il secondo appuntamento, martedì 12, avrà una natura squisitamente musicale e toccherà a Paolo Zampini, direttore dell'adiacente Conservatorio Cherubini, accompagnare un saggio musicale dei suoi allievi con il racconto dei Fiati e Flauti dalla collezione del conservatorio esposta alla Galleria dell'Accademia. Tra i protagonisti di questi «incontri ravvicinati con l'arte» ci sono gli storici dell'arte Tomaso Montanari, Antonio Natali, Antonio Paolucci, Carlo Sisi, l'abate di San Miniato al Monte Bernardo Gianni che il 19 giugno affronterà il Polittico di Monteoliveto di Lorenzo Monaco, il comandante dei Carabinieri Lanfranco Disibio la settimana successiva con il tema «Furto e recupero: la Natività di Cenni di Francesco», poi la presidente dell'Accademia delle Arti del Disegno Cristina Acidini che dedicherà il suo intervento all0'Atlante di Michelangelo, il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini, il direttore dell'Accademia di Belle Arti Claudio Rocca. E tra le opere trattate non mancano il Cassone Adimari de Lo Scheggia, il modello del Ratto delle Sabine del Giambologna, il Monumento funebre a Virginia de Blasis di Luigi Pampaloni e i Miracoli di san Zanobi di Ridolfo del Ghirlandaio. La direttrice Hollberg spiega come l'iniziativa sia stata «ideata per avvicinare il museo ai cittadini, che grazie al generoso contributo di esperti d'arte di fama nazionale, possono meglio apprezzare e comprendere alcuni capolavori custoditi nelle collezioni della Galleria dell'Accademia di Firenze».