Chiesti 150 mila euro di contributo alla Loggia. Proventi stimati per 573 mila euro Il rosso di cui imbeveva con pennellate anarchiche abiti, pantofole e acconciature di certe aristocratiche intenso, sfumato, con striature dorate avrebbe potuto essere anche il colore del conto, se avessero sgarrato i calcoli della nota spese di un solo centesimo: rosso Tiziano. Veneri impudiche, ritratti virili, capolavori dal Puskin e dal Prado, mappe, polittici (l'Averoldi) virtuali e quattro dipinti di un genio dalle parcelle costosissime, come quelle intestate ai suoi mecenati: il budget della mostra Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia, allestita in Santa Giulia fino al primo luglio è di 868 mila euro. Cifre, preventivi,bonifici dei mecenati e stime sono stati inoltrati da Brescia Musei al Movimento 5 Stelle dopo un accesso agli atti autografato dal consigliere Laura Gamba: una parte del totale dei costi, 577 mila euro, è stata prelevata dal conto corrente della fondazione. Altri 268 mila sono stati versati da Civita Mostre, la società che dopo le cosce in reggicalze di Helmut Newton, le visioni di Man Ray e il sentimento di Giorgione (tra le mostre in curriculum) è stata rapita dal segno di Tiziano e ha scelto di diventare il partner del progetto di Brescia Musei. Totale: 863 mila euro, 5 mila in meno rispetto al costo complessivo. Ma anche la Loggia ha concesso un finanziamento: altri 150 mila euro da inserire nei preventivi. E i mecenati reclutati con un bando Ubi Banca, Metal Work, Gnutti Carlo e Fideuram hanno sborsato bonifici per 140 mila euro. In tutto, 170 mila euro da aggiungere agli 863 mila che dovrebbero versare Brescia Musei e Civita. Nell'accesso agli atti è inclusa una stima dei proventi dai biglietti (l'intero costa 13 euro, il ridotto 10) e dal bookshop: secondo le proiezioni della fondazione, la mostra dovrebbe rendere 573 mila euro in poco più di tre mesi (la vernice è stata il 21 marzo: esclusi i cataloghi, per raggiungere quella cifra dovrebbe avere tra i 40 e i 50 mila visitatori). Incassi (eventuali) che, in base al bando pubblicato sul sito della fondazione cui ha partecipato Civita, andranno soprattutto a quest'ultima: a meno che gli accordi non siano stati rivisti e corretti prima della firma del contratto, al partner dovrebbero spettare i proventi della biglietteria e della vendita di cataloghi per l80 fino al pareggio tra costi e ricavi. Se così fosse, supponendo che la stima sia esatta al centesimo, 462 mila euro dei proventi dovrebbero essere girati direttamente a Civita. Ma le percentuali potrebbero essere state riviste a ribasso: la società, alla firma dell'accordo con Brescia Musei, avrebbe tolto i trasporti e le assicurazioni dalla lista degli oneri (sono stati successivamente pubblicati due bandi specifici).