Cultura diffusa ma con un baricentro. In questo apparente ossimoro è racchiuso il progetto di Stefano Boeri per un possibile sviluppo delle più importanti istituzioni culturali milanesi. Il nuovo presidente della Triennale ha lanciato ieri, con un'intervista al Corriere, l'idea di una sinergia tra Triennale, Piccolo Teatro, Scala e Brera, con fulcro proprio alla Triennale, che inoltre potrebbe ospitare un Museo del Design e un Museo della Moda. E oggi Boeri rilancia, aggiunge un altro tassello: candidare il Parco Sempione a Parco della Cultura, coinvolgendo in questa prospettiva i poli che si affacciano, o sono contigui, alla grande area verde nel centro di Milano, ovvero la stessa Triennale, il Castello Sforzesco, il Piccolo e il Dal Verme. Ma c'è un'ulteriore idea: la creazione di una radio, con sede alla Torre Branca, che sia, nelle parole di Boeri, «un collettore di informazioni che riguardano le arti nel mondo». Si tratta di un progetto ambizioso, ma non impossibile (facendo i conti con le difficoltà economiche): se il Parco della Cultura venisse realizzato, sarebbe un'iniziativa forse unica al mondo, capace di attrarre non soltanto pubblico internazionale, ma anche artisti, proposte, opere. Un volano per tutta la città, che a sua volta si porrebbe come modello per altre città europee e non solo. Per progredire c'è bisogno di «visioni», illuminazioni che dai sogni traggono i contorni per costruire gli scenari del futuro.