Universiadi alla Mostra, insorgono associazioni e ambientalisti. Ventuno intellettuali dicono no alle Universiadi nel sito di piazzale Tecchio e si appellano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle più alte cariche dello Stato. In contemporanea, arriva anche il no di un gruppo di associazioni cittadine che, guidate da Gaetano Brancaccio, portavoce di cento associazioni sotto la sigla " Insieme per Napoli", firmano una lettera aperta al soprintendente Luciano Garella. Intellettuali e associazioni contro un progetto ancora in fieri che nei prossimi giorni sarà presentato al commissario Luisa Latella e solo successivamente dovrà essere approvato in cabina di regia. Ma gli intellettuali sono molto critici. Firmano un documento contro il villaggio di 2.500 case prefabbricate all'interno del parco monumentale. « È sconcertante che non si comprenda - scrivono - che occupare con 2.500 prefabbricati il parco urbano della Mostra per ospitare 7mila atleti, pregiudicherebbe in modo irreparabile il suo patrimonio culturale e ambientale fra i più importanti esempi dell'architettura italiana del Novecento ». Nei giorni scorsi la sollevazione era partita con le perplessità di docenti universitari e architetti. « Questa proposta non solo contrasta con la tutela del bene culturale sottolinea l'appello - e le destinazioni previste dal piano regolatore ma anche con il più elementare buon senso, perché impedirebbe per anni la fruizione collettiva di questo bene, privando la città di un grave deficit di attrezzature pubbliche di uno dei rari spazi destinati a verde pubblico, con grave danno, inoltre, per le stesse attività istituzionali della Mostra. A nessun cittadino di New York verrebbe in mente di destinare lo spettacolare Central Park ad uso diverso della fruizione quotidiana della collettività per cui è stato ideato». I firmatari (tra cui Francesco Paolo Casavola, Piero Craveri, Aldo De Chiara, Luigi De Falco, Guido Donatone, Marta Herling, Carlo Iannello, Luigi Labruna, Aldo Masullo, Gerardo Mazziotti, Giulio Pane, le associazioni Italia Nostra sezione Napoli, Assise città di Napoli, Comitato centro storico Unesco) chiedono di intervenire al presidente Mattarella, a Senato, Camera dei deputati e al ministero dei Beni Culturali « per scongiurare un gravissimo attentato, dalle conseguenze irreversibili contro un bene di inestimabile valore » . Si rivolgono invece al soprintendente Garella, le associazioni di " Insieme per Napoli". Chiedono un incontro urgente: «Siamo più che preoccupati per il folle progetto all'interno della Mostra scrivono che verrebbe inevitabilmente devastata nel suo già precario equilibrio architettonico, archeologico, faunistico. Non sfugge a nessun cittadino napoletano l'impatto di una tale abnorme struttura all'interno dell'ente, le conseguenze dell'enorme numero di atleti, delle delegazioni e della macchina organizzativa da ospitare per varie settimane; le necessità di quella che diventerebbe una piccola città da costruire, distruggerebbero e altererebbero la Mostra che le spetta tutelare. Il suo necessario intervento da un lato ci conforta perché spetta alla soprintendenza prendere in considerazione l'impatto, rassicurandoci sulle sorti di un progetto che non abbiamo timore a definire scellerato». Intanto, Giuseppe Oliviero, consigliere delegato della Mostra, risponde alle critiche al progetto fatte nei giorni scorsi dal presidente Aci Antonio Coppola su " Repubblica": « Pur rispettando la possibilità per tutti di esprimere opinioni, precisiamo che i moduli abitativi previsti per il villaggio verrebbero smontati a partire dal giorno successivo alla fine dell'evento sportivo. L'utilizzazione successiva verrà decisa dalla Regione in altri luoghi ».