«È un posto dove si immaginava potessero esserci reperti interessanti perché li si muovevano i tombaroli sia per quanto sappiamo dall'indagine del 2009 sia per altri accertamenti e notizie che abbiamo coltivato nel corso del tempo». Il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Sandro Pennasilico è soddisfatto del lavoro congiunto svolto con gli archeologi e i carabinieri. E per aver fermato un ulteriore, potenziale scempio nell'area di Civita Giuliana, a Pompei. «È stato molto utile il confronto con la soprintendenza - racconta il procuratore - avviando i primi accertamenti e lavorando insieme, abbiamo capito come in fondo a certi cunicoli c'erano elementi interessanti. Siamo andato avanti con i carabinieri». L'indagine sarà presto chiusa e il quadro di quanto accadeva in quest'area a nord della città antica di Pompei si chiarirà definitivamente. «Quest'indagine nasce anche dalla grande attenzione che la Procura ha su Pompei - ricorda il magistrato - c'è soddisfazione perché il nostro lavoro, assieme all'intervento dei tecnici, ha portato a scoperte importanti come quella del cavallo che magari non sarebbe mai venuto alla luce. Monitoriamo costantemente Pompei anche per la rilevanza economica di quanto si muove attorno agli scavi. Non ci siamo fermati. È un primo obiettivo per capire quanto è accaduto a Civita Giuliana con gli scavi clandestini». antonio ferrara