Un pezzo dopo l'altro, come un puzzle da ricomporre, riaffiora dal Medioevo l'antica città di Caltavuturo. La "Qal'at Abi Tawr", questo il nome arabo, dominava la valle a nord dell'attuale centro abitato. Si ergeva imponente su un'area chiamata "Terravecchia". Gli scavi rivelano ogni giorno nuovi elementi, tracciano la storia del centro dal VI al XVII secolo. Alla campagna di scavi, finanziata dal comune di Caltavuturo partecipano anche 12 ragazzi del servizio civile nazionale, grazie ad un progetto denominato: "A caccia dei tesori perduti". «Le ceramiche ritrovate nei saggi effettuati negli strati più profondi dice il direttore degli scavi Filippo Iannì ci danno prova certa di un insediamento abitato in epoca araba, ma anche di presenze risalenti al periodo bizantino. Di quella fase però non ci è ancora chiaro se si trattasse solo di una roccaforte militare o di un centro abitato». Le strutture murarie emerse dagli strati superiori riguardano gli ultimi insediamenti, dal XIV al XVII secolo. La cinta muraria, abitazioni, magazzini e la chiesa di San Bartolomeo nella quale sono state individuate quattro cripte dalle quali, al momento, sono già stati tirati fuori un centinaio di scheletri, fra questi anche donne e molti bambini. «Un fatto strano aggiunge Iannì che ci ha colti di sorpresa, visto che questo tipo di ossari di solito venivano utilizzati solo per gli uomini del clero». Ma queste cripte hanno restituito anche corredi funerari di notevole importanza: molte monete dette "grani" coniate durante il regno di Carlo II e una piccola moneta bronzea che trova confronti in "denari" aragonesi emessi dalla zecca di Messina nel XIV secolo. «A queste dice Rosamaria Cucco funzionaria archeologa della Soprintendenza si aggiunge il ritrovamento di ornamenti personali come anelli bronzei, corone del rosario, perline in pietre dure, in pasta vitrea, in osso». È tra XVI e il XVII secolo che Terravecchia si spopola, spostando a valle verso l'attuale centro abitato la popolazione. «È ipotizzabile dice Stefano Vassallo direttore della sezione archeologica della Soprintendenza che scomparse le esigenze difensive che avevano caratterizzato tutta l'epoca medioevale portando a scegliere posizioni strategiche, elevate e impervie, si sia scelta una nuova area con meno disagi per gli abitanti». Domenico Giannopolo, sindaco di Caltavuturo, ha fortemente voluto l'avvio di queste ricerche. «L'antica Caltavuturo dice rientrerà in un percorso di fruizione che andrà ad aggiungersi al sito ellenistico di Monte Riparato e a quello di epoca romana».