È da poco passato mezzogiorno quando il soprintendente "pro tempore" Andrea Capelli lascia la prefettura. Deve solo attraversare la strada per tornare nel suo ufficio in via IV Novembre, dopo essere stato "sconfitto" su tutta la linea. Non rilascia dichiarazioni, fatica ad accettare lo scatto di una foto, non commenta l'esito di una riunione che in maniera del tutto insolita si è svolta in Prefettura. Due ore passate con i rappresentanti del Comune, capeggiati dal direttore generale Valerio Montalto, e con il prefetto Matteo Piantedosi per parlare delle iniziative estive su cui i Beni Culturali avevano sollevato dubbi. Il concerto de Lo Stato Sociale in piazza Maggiore e i container in via del Guasto. Non ci saranno modifiche al progetto iniziale del Comune, come sottolinea lo stesso Montalto uscendo dalla riunione. E così al soprintendente non resta che tornare negli uffici da dove lo stop era partito. La riunione verte su aspetti tecnici: la protezione dei monumenti di piazza Maggiore e l'abbellimento dei container per il Guasto. Così alla fine il Comune precisa che saranno allestite delle barriere per riparare la fontana del Nettuno e per la gradinata di San Petronio. Anche il contrasto visivo tra i container in metallo e l'architettura del Teatro Comunale, che destava preoccupazione nel responsabile dei Beni Culturali, verrà attutito da piante rampicanti che cercheranno di nascondere il metallo delle strtture. «L'idea era già nel progetto originale - dicono gli organizzatori di Peackock Lab, che adesso tirano un sospiro di sollievo e si preparano a mettere 9 contanier per l'estate di piazza Verdi -. Noi realizzeremo un bosco verticale». Le piantine incaricate di ingentilire i container arriveranno a metà settimana, mentre i primi due manufatti metallici sono stati posizionati ieri. Gli altri 7 container arriveranno presto e nel prossimo week-end «il Guasto Village sarà perfettamente funzionante», promettono da piazza Verdi. Mentre la soprintendenza dovrà accontentarsi di piccoli ritocchi, dopo aver suscitato le ire del sindaco. e.c.