«Un gioiello come l'Incoronata merita lo sforzo di tutta la città: non può essere lasciato in questo stato». L'appello a salvare il tempio rinascimentale della Beata Vergine Incoronata, il monumento più amato di Lodi, arriva dalla Fondazione della Banca Popolare di Lodi. Duccio Castellotti, presidente dell'istituzione bancaria, non è rimasto insensibile alla vista del tempio progettato a fine '400 da Giovanni Battagio roso da umidità, crepe e infiltrazioni. Ed è lui a lanciare un piano di salvataggio per il santuario ottagonale, per cui non esistono un progetto definitivo né un quadro economico. L'idea è quella di un comitato che riunisca il proprietario del monumento, il Comune di Lodi, e una lista di potenziali benefattori: banche, associazioni, imprenditori, enti culturali. «La Fondazione non intende più sostenere progetti di recupero di singole parti del tempio spiega Castellotti perchè così si lavora solo sull'emergenza. Serve un progetto complessivo concordato con la Soprintendenza, che chiarisca quale sia il piano dei restauri e quale sia lo sforzo economico da sostenere». Lo stato dell'Incoronata peggiora ogni giorno di più: dagli affreschi negli spicchi della cupola aggrediti dall'umidità, alle decorazioni nelle cappelle, alle tavole e alle tele del Bergognone e dei Piazza piene di muffe e incrostazioni, alle crepe e alle infiltrazioni. Il piano degli interventi è stato da poco definito da una relazione affidata dal Comune a uno studio di restauratori. «Servirà una cifra consistente afferma Lorenzo Maggi, vicesindaco e assessore alla Cultura ; per il 2018 non ci sono fondi, ma affronteremo almeno la ripulitura del sottotetto». Il comitato per salvare l'Incoronata ha già fatto presa in città: l'appello di Castellotti è arrivato alle banche, alle istituzioni, alle associazioni che già in passato avevano finanziato piccoli interventi di restauro. «In autunno ci saranno fra i 5 e i 7 milioni di euro da parte di Fondazione Cariplo per i progetti emblematici: una parte potrebbe essere destinata a salvare il monumento».