Il progetto nato nel Lecchese vicino al riconoscimento Unesco Lecco. Una piccola fondazione di provincia con una schiera di volontari, un unico dipendente e un presidente che culla da tempo un sogno ambizioso. Un progetto internazionale che mira a far diventare i luoghi del monachesimo, patrimonio dell'umanità. Un percorso lungo e complicato che dopo l'inserimento nella Tentative List dell'Unesco, unica proposta italiana nell'ambito storico-culturale-artistico ammessa nel 2016, ora vede avvicinarsi il traguardo. Infine l'appello al territorio perché il rush finale si trasformi in un lavoro corale. Al centro la splendida abbazia di San Pietro al Monte, esempio del romanico lombardo, alle pendici del monte Cornizzolo, sopra Civate, affacciata sul lago di Annone e con la vista che abbraccia i principali monti lariani. Sembra incredibile quanto fatto fino ad ora dalla Fondazione comunitaria del Lecchese, che con l'appoggio dell'abate presidente della congregazione benedettina sublacense- cassinese e il patrocinio dell'istituto dell'enciclopedia italiana Treccani, sta tirando le fila di una proposta che racchiude in un percorso che attraversa l'intera penisola i luoghi spirituali del Medioevo. Il complesso benedettino di Subiaco, l'abbazia di Montecassino, quella di San Vincenzo al Volturno, la sacra di San Michele a Torino, San Vittore alle Chiuse, Sant'Angelo in Formis, l'abbazia di Santa Maria di Farfa e infine proprio San Pietro al Monte. Comune denominatore, San Benedetto e la sua regola. «Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell'Italia medievale costituisce un sito seriale, edifici legati da un'origine condivisa e da caratteri analoghi eppure unici e originali. Esattamente quanto chiesto dall'Unesco. Ecco perché credo che riusciremo nel nostro intento, dopo aver coinvolto nel progetto insediamenti ben più noti di quello lecchese, come la Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte, che per ottenere il riconoscimento di patrimonio dell'umanità si è affidato a noi», spiega Mario Romano Negri, presidente della Fondazione comunitaria del Lecchese, che si è occupata della stesura del dossier per la candidatura e ora sta completando la perimetrazione degli otto siti. Prossimo appuntamento il 28 maggio a Subiaco, per un convegno che vedrà, tra gli altri, la partecipazione del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Una tappa importante in vista della presentazione ufficiale a Parigi nel 2019. «Abbiamo ricevuto richieste per inserire anche altri siti, come San Calocero o San Benedetto Po. Ma i criteri sono molto selettivi e abbiamo dovuto dire no aggiunge Emilio Amigoni, coordinatore del progetto e membro del comitato scientifico che lo ha elaborato. I valori di San Benedetto hanno influenzato l'Occidente, lasciandoci in dote un messaggio di responsabilità collettiva che abbiamo incluso nella nostra proposta. Ma non lasciateci soli». L'appello è alle istituzioni e a realtà più importanti di una piccola fondazione che ora chiede il sostegno del territorio per raggiungere la meta finalmente vicina.