Finora c'era (e c'è) solo il Museo archeologico di Cagliari, ma presto potrebbe non essere così. I piccoli Comuni vogliono sale espositive. Sono il pallino di appassionati e ricercatori locali, ma anche tesori bramati dai tombaroli. Molti reperti già recuperati nei siti archeologici del Cagliaritano sono da tempo custoditi dalla Soprintendenza ai beni archeologici, ma potrebbero presto tornare nei comuni d'origine che hanno deciso di dotarsi di piccoli musei civici. Selargius. Il progetto del Museo archeologico multimediale è già avviato da tempo grazie ai fondi della legge regionale per l'occupazione. Le teche blindate saranno custodite nel carcere aragonese edificato nel XV secolo, utilizzato prima come abitazione dai feudatari Carroz e in seguito per decenni come prigione, tribunale e, infine, come caserma dei carabinieri e scuola. Concluso il restauro ormai da anni, il museo è ancora chiuso perché si attende la sistemazione degli arredi (appalto da 200 mila euro) e del sistema di sicurezza. Lì saranno custoditi tutti i preziosi reperti di epoca neolitica e le ceramiche romane rinvenute in località Su Coddu e nel pozzo di Bie Palma. Il centro culturale sarà gestito da una cooperativa di giovani e conterrà anche una sezione multimediale. Quartucciu. Il Comune ha stanziato 200 mila euro per proseguire gli scavi archeologici a Pill'e Matta: i reperti andranno ad arricchire il patrimonio del museo archeologico cittadino, in fase di progettazione. Il primo intervento effettuato dall'equipe di archeologi guidati da Donatella Salvi ha consentito l'apertura di una tomba, unica nel suo genere, risalente al IV secolo a. C. All'interno è stato ritrovato lo scheletro di un uomo con il corredo funerario: un'anfora, due lucerne e uno spillone. La necropoli di Pill'e Matta è tra le più vaste del Cagliaritano. Oltre 200 le tombe già individuate, con circa 2.000 reperti dal periodo punico al tardo romano. Da tempo l'amministrazione cittadina ha in mente di aprire un museo archeologico. Per il progetto sono fià stanziati circa un milione e mezzo di euro. sestu. Due le aree archeologiche di importanza regionale scoperte a Sestu: il villaggio nuragico nel pressi della chiesetta campestre di San Gemiliano (il primo scoperto in Sardegna, nel 1903, dal ricercatore Enrico Mannai) e il sito di Cabriolu Paderi, un villaggio pre-nuragico ancora da studiare. All'interno sono stati ritrovati due grandi vasi, ora esposti nel museo archeologico di Cagliari, ma anche coltelli e monili. Da tempo, in città esiste un'associazione, la Sextum, che raggruppa archeologi e appassionati: raccolgono e classificano buona parte del materiale rinvenuto, comunicando poi alla Soprintendneza ciascun reperto. Il Comune aveva avanzato l'ipotesi di acquistare le aree dei siti archeologici (ancora private), per iniziare un'accurata opera di scavi. In seguito il progetto prevedeva la realizzazione di un piccolo museo civico.
Nei Comuni scoppia la voglia di museo
Il Museo archeologico di Cagliari potrebbe non essere più l'unico in Sardegna. I Comuni vogliono dotarsi di piccoli musei civici per custodire reperti archeologici. Il progetto del Museo archeologico multimediale di Selargius è già avviato grazie ai fondi della legge regionale per l'occupazione. Il museo sarà gestito da una cooperativa di giovani e conterrà una sezione multimediale. A Quartucciu, il Comune ha stanziato 200 mila euro per proseguire gli scavi archeologici a Pill'e Matta. Il progetto prevede l'apertura di un museo archeologico.
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