Settanta faldoni che documentano vicende e, forse, leggende di alcune delle più antiche casate piemontesi Ci sono le lettere ufficiali e private di Babet, ovvero Maria Elisabetta Ferrero della Marmora (1790-1871), giovanissima vedova di Maurizio Massel, secondo marchese di Caresana, inviate da Chambery alla sorella Maria Cristina, sposata a Enrico Seyssel d'Aix, dama di corte della regina a Torino. Ci sono i suoi diari, i libri dei conti, i quaderni di ricordi dedicati ai figli nei primi anni di vita, gli atti di matrimonio, chili di corrispondenza con il resto della nobiltà piemontese, dal 1619 alla metà del 900; ma anche le mappe e i progetti del grande parco del Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, così com'era due secoli fa. Dopo dieci anni di ricerche e di negoziati, Maria Luisa Cosso, presidente della Fondazione Cosso, e sua figlia Paola Eynard, vice presidente, ce l'hanno fatta: buona parte del «tesoro di Babet» (e di Sofia di Bricherasio, ultima erede della stirpe) è tornato a casa, al maniero di San Secondo di Pinerolo. No, non si parla di argenti, pietre preziose, opere d'arte, arazzi o diademi. Quelli, purtroppo, sono quasi tutti perduti. Si parla di una settantina di faldoni che hanno rischiato il macero o l'oblio. Lì dentro, dove ora una giovane archivista medioevale, Valentina Fiò, si muove come un topo nel formaggio, sono documentate vicende e leggende di alcune delle più antiche dinastie piemontesi tra Casale Monferrato, Vercelli e Biella. Ci vorrà tempo per esplorare la miniera di informazioni storiche, ma già qualche soddisfazione compensa l'immenso lavoro della ricercatrice. Un faldone racconta il progetto della prima tranvia (mai realizzata). Le foto color seppia restituiscono immagini inedite dell'epoca in cui si è sviluppato l'albero genealogico: Luigi Cacherano di Bricherasio, papà di Sofia, in costume, a un ballo in maschera a tema spagnoleggiante, organizzato dal re e dalla regina. Il fratello Emanuele, uno dei fondatori della Fiat, in divisa da tenente di cavalleria, prima della sua morte in circostanze oscure ad appena 35 anni. O la stessa Sofia ritratta con la madre Teresa Massel, il pittore Lorenzo Delleani, di cui fu allieva, e lo scultore Leonardo Bistolfi. «Un amico architetto ci ha fatto notare che sono state le donne a fare il destino di questi luoghi» commenta Maria Luisa Cosso. Donne forti, come lei, che ha costituito la sua fondazione in memoria del padre e del fratello, scomparsi in un terribile incidente d'auto. E che quasi 60 anni fa, ventiduenne, prese le redini dell'azienda. A Sofia di Bricherasio piacerebbe sapere che una madre e una figlia hanno riportato in dieci anni (esatti, il prossimo giugno) all'antico splendore la proprietà che aveva tanto amato. Morta nubile e senza eredi nel 1950, Sofia aveva pensato di fare bene lasciando tutto alla Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione; forse avrebbe approvato anche la trasformazione del castello in un luogo di preghiera, accoglienza e carità. Ma certo non avrebbe riconosciuto, mezzo secolo dopo, quelle rovine abbandonate. Non avrebbe ritrovato nel terreno incolto le vestigia dei sei ettari di parco inglese ottocentesco, di gusto romantico, voluto dalla bisnonna Babet, né la magnifica Citroniera di mattoni e decorazioni neogotiche, convertita in mensa; e non avrebbe più trovato gli affreschi, le migliaia di piante rare, il canneto, le querce secolari, la vasca dei pesci rossi. Scomparsa ogni traccia della scuola Bandera, dove le ragazze più modeste imparavano a vivere con l'arte del ricamo. Via i caminetti, le armature, le carrozze, i servizi di piatti, i mobili, la biancheria. Tutto venduto, buttato o rubato. Maria Luisa Cosso e sua figlia Paola si sono rimboccate le maniche e sono partite alla ricerca di quanto fosse ancora possibile recuperare. Quel che non era stato disperso dell'archivio, era finito nei depositi della Curia. «Non è stata una trattativa veloce sorride Maria Luisa Cosso - ma, a settembre dell'anno scorso, è parso chiaro a tutti che quei documenti appartenevano al Castello e ne abbiamo ottenuto la restituzione». Paola Eynard, che si è completamente dedicata al restauro del castello e del giardino, sospetta un aiuto ancor più altolocato: «Camminiamo su un percorso che qualcuno traccia per noi». Se allude a Sofia, è forse per riconoscenza che presto riaprirà anche il suo atelier d'artista.
Corriere della Sera
19 Maggio 2018
✓ Entità verificate
Le lettere di Babet. Missive, diari, libri di conti, mappe sono tornati al Castello di Miradolo
EL
Elisabetta Rosaspina
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 20 Feb 2005
Addio al giallo Milano Palazzi sempre più grìgi
Corriere della Sera · 7 Ago 2006
In troppi al Louvre, Piramide da rifare
Corriere della Sera · 19 Ott 2006
Dall'Opera House al Colosseo. Corsa per le 7 nuove meraviglie
Corriere della Sera · 23 Mar 2007
Verona. Burla o arte, due leoni dividono gli storici
Corriere della Sera · 17 Mag 2008
SPAGNA. Una nazione sotto 1'effetto Guggenheim
Corriere della Sera · 20 Feb 2010
Spagna. La baronessa, Zapatero e il patrimonio conteso
Corriere della Sera · 21 Ago 2010
Estate e decoro. Shakira nella fontana, Barcellona vuole multarla
Corriere della Sera · 31 Mar 2019
I soldi tagliati al premio Terzani? Scelta politica, ma io non lascio
Corriere della Sera · 3 Mar 2020
Milano. Il Duomo riapre, pochi i turisti
Corriere della Sera · 4 Mar 2020
Milano. Visite ai musei avanti piano. E a distanza di sicurezza
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 21 Mag 2016
Torna la Notte europea dei Musei
Corriere della Sera · 21 Mag 2016
Milano. Dietro il portone c'è un tesoro
Corriere della Sera · 20 Mag 2016
Franceschini: Brescia è bella merita di più
la Repubblica · 26 Mag 2016
Pisa, la scoperta: il pugnale "extraterrestre" di Tutankhamon
Corriere della Sera · 30 Mag 2016
La pazienza di Marghera
Eddyburg · 2 Giu 2016
PISA- Garanzie svanite, la città di Pisa è in seria sofferenza
la Repubblica · 1 Giu 2016
Asproni: "Con le mostre pop apriamo a un pubblico nuovo"
Left · 8 Giu 2016
Settis "Vogliono demolire la Costitizione"
Eddyburg · 8 Giu 2016
TORINO-Privati della Cavallerizza Reale
la Repubblica · 6 Giu 2016
"Big data" aperti a tutti Così la cultura è universale
www.startmag.it · 10 Giu 2016
ROMA-Beni Culturali e spettacolo, nasce la Federazione Agis-Federcultura
la Repubblica · 9 Giu 2016
Lapucci: "Il Sistema Torino funziona e dà i suoi frutti Da fuori ce lo invidiano"
la Repubblica · 10 Giu 2016
La ruspa distrugge mammut, tre a processo
Corriere della Sera · 12 Giu 2016
La Difesa in vendita, all'asta tre ville storiche a Roma, Napoli e Firenze
la Repubblica · 15 Giu 2016
Dagli archivi digitali ai modelli 3D Il Museo Egizio di Torino lancia i progetti collettivi rivolti a tutti
la Repubblica · 13 Giu 2016
Al museo si può preparare il Futuro
La Stampa · 17 Giu 2016
TORINO-La rivoluzione digitale entra nei museiLa realtà aumentata svelerà ogni dettaglio
Eddyburg · 16 Giu 2016
La falsificazione dell'architettura della città, non solo
la Repubblica · 18 Giu 2016
TORINO - Parte la rivoluzione alla Galleria Sabauda dopo un anno si cambia Più spazio alle mostre
la Repubblica · 18 Giu 2016
TORINO - "Torino è al top, credo molto in lei"