«L'installazione dei metal detector? Non credo proprio possa essere questa la causa delle code all'ingresso dell'Accademia. Si tratta di un fenomeno del tutto casuale». Questa la posizione della direttrice della Galleria, Franca Falletti, appena rientrata dalla vacanze, in merito alla misura antiterrorismo adottata presa anche nel 'suo' museo in questo difficile momento. «Per quanto riguarda l'Accademia, la stragrande maggioranza degli ingressi sono programmati riprende la dottoressa Falletti . Certo, indubbiamente abbiamo registrato un aumento dei visitatori, 5mila persone mediamente in luglio, con un picco di 8mila visitatori registrato martedì scorso, grazie all'apertura serale». Dai primi di agosto, per rafforzare le misure antiterrorismo e scongiurare il rischio di attentati nelle città d'arte che, come Firenze, richiamano grandi folle di turisti, sono stati messi in funzione alcuni metal detector per vigilare sugli accessi a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli e l'Accademia. Quello in funzione a Pitti, ad esempio, deve controllare mediamente 3.500 visitatori al giorno, con un conseguente rallentamento degli ingressi. Da poco in funzione anche il metal detector installato all'ingresso della Galleria dell'Accademia: «Si tratta comunque di un'apparecchiatura poco ingombrante sottolinea la direttrice Franca Falletti , che non ha un impatto eccessivo dal punto di vista dell'estetica, né un comprovato effetto di rallentamento dei visitatori». L'installazione delle apparecchiature, considerata una misura preventiva antiterrorismo, è stata decisa dalla soprintendenza al Polo museale di Firenze in accordo con altre autorità statali dopo i recenti allarmi. Così gli importantissimi musei fiorentini sono stati dotati dei sistemi di controllo di cui erano rimasti sprovvisti, a differenza della Galleria degli Uffizi che, invece, ha un metal detector fin dai primi allarmi sul terrorismo diffusi dopo l'11 settembre. Da qualche giorno, dunque, la Galleria che custodisce il David di Michelangelo e moltissimi altri capolavori vanta uno scudo in più. Al suo ingresso sono operativi il metal detector e un tunnel a raggi X, mentre per anni è stato in funzione soltanto un sistema contapersone. «In tanti anni di carriera il commento del soprintendente Antonio Paolucci mai e poi mai avrei pensato che entrare in un museo sarebbe stato come varcare la soglia di un bunker». A Pitti, il rilevatore di metalli è in funzione sia all'ingresso principale, sia nell'accesso al Giardino di Boboli da Porta Romana. In un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi, Paolucci e i sindacati hanno discusso ad ampio raggio della questione dei custodi dell'Accademia. L'organico stabile ufficiale prevederebbe 25 persone, ma ad oggi ve ne sono mediamente 17-19. Da qui la richiesta, da parte dei delegati dei lavoratori, di ottenere qualche unità in più. «L'affluenza all'Accademia spiega Learco Nencetti, sindacalista è tale da richiedere più persone per gli incarichi di sorveglianza e custodia». Per recuperare un po' di personale, è stato deciso di chiudere l'accesso di Boboli da via dei Serragli. E ancora sul fronte delle affluenze, meno turisti (con l'eccezione dei cinesi) e borsellini più chiusi, a Firenze, per ferragosto. Pur mancando ancora dati ufficiali, si stima che la contrazione delle presenze, in città, non sia lontana dal 10, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le uniche presenze in aumento sembrano quelle dei cinesi che, però, sembrano decisamente orientati a rivolgersi prevalentemente ai ristoratori loro connazionali, numerosi nel centro storico di Firenze. Anche i turisti italiani sembrano essere tornati, anche grazie all'offerta delle Ferrovie di biglietti a un euro.
Non e il metal-detector la causa delle code per vedere il David
La Galleria dell'Accademia di Firenze ha installato un metal detector all'ingresso per misure antiterrorismo. La stragrande maggioranza degli ingressi sono programmati e non ci sono stati problemi. Il metal detector è stato installato anche a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli. La direttrice della Galleria, Franca Falletti, ha spiegato che l'apparecchiatura è poco ingombrante e non ha un impatto negativo sull'estetica. La misura è stata decisa dalla soprintendenza al Polo museale di Firenze in accordo con altre autorità statali. La Galleria degli Uffizi ha già un metal detector fin dai primi allarmi sul terrorismo.
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