Zaia: l'esecutivo decida. Ca' Farsetti: ha deciso, ora faccia. Ripartita la nave in avaria VENEZIA. «Che il governo decida, io non ho mai posto veti, il decreto Clini-Passera ha sei anni», dice il governatore del Veneto Luca Zaia. «Il governo faccia, ha già deciso, le navi potrebbero già arrivare alla Marittima entrando dalla bocca di porto di Malamocco», insiste Ca' Farsetti con il sindaco a ribadire la necessità di far passare le navi sul canale Vittorio Emanuele che ha proposto fin dai tempi della presidenza di Confindustria. Il giorno dopo l'avaria nel canale della Giudecca della Marella Discovery 2, si fa sempre più pressante la necessità di trovare una soluzione al passaggio delle crociere davanti a San Marco. E se No Navi e ambientalisti continuano a ribadire la necessità di tenere le navi fuori dalla laguna, lo scontro tra Cinque Stelle e Lega rischia di accendersi anche sul futuro della crocieristica a Venezia. Anche ieri infatti i pentastellati hanno ribadito che «è arrivato il momento di fermare per sempre le grandi navi che attraversano ogni giorno i canali del centro storico». Lo chiedono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle dopo l'avaria di lunedì pomeriggio: «Non servono piani di riserva, escavazioni o altre idee tirate fuori dal cilindro solo per spostare in avanti la risoluzione di un problema dicono . Il 10 di giugno ci sarà una manifestazione contro il transito delle navi e noi, come sempre, saremo in prima fila. Vedremo se qualche altra forza politica sarà al nostro fianco, almeno stavolta». Il Comitato «No grandi navi» l'ha intitolata «Marcia per la dignità di Venezia», per estromettere le crociere dalla Laguna e salvare la città dallo spopolamento e dalla «turistificazione». Dal canto suo la Lega è sempre stata più morbida sulla soluzione anche se non ha sposato nessuna ipotesi in particolare. «Nel giro di tre anni porteremo le navi fuori dal canale della Giudecca grazie a un nuovo tracciato che le porterà a Marghera mentre il turismo luxury continuerà ad insistere sull'attuale Marittima», diceva all'uscita del Comitatone il governatore Zaia. Ieri l'affondo: «Da sei anni si sta trascinando questa vicenda che grida vendetta». Il problema è che senza un governo la situazione rischia di incancrenirsi, e un governo giallo-verde potrebbe non essere d'aiuto con le divisioni tra le due anime della maggioranza. E intanto le navi continuano a passare davanti a San Marco. Probabilmente non più la Marella Discovery 2 (con la muova ordinanza dell'Autorità marittima), ripartita nel primo pomeriggio con l'obbligo di eseguire specifici monitoraggi che saranno valutati prima di essere autorizzata ad eventuali approdi futuri a Venezia, sottolinea la Capitaneria di Porto. «Dalla ricostruzione della dinamica dei fatti si è potuto verificare che tutto il dispositivo di sicurezza della nave e quello dei servizi portuali precisa la Capitaneria hanno garantito in ogni istante la gestione in piena sicurezza dell'evento ed escluso ogni rischio per la navigazione». Dalle verifiche fatte l'avaria ha riguardato un calo di potenza elettrica a seguito del quale è scattata l'emergenza con l'arrivo anche di un terzo rimorchiatore. Dal primo luglio ci saranno le nuove regole a decidere chi potrà solcare la laguna grazie ad un algoritmo. Tenendo fisso il limite di 96 mila tonnellate e rispettando determinati parametri, incluso quello paesaggistico, le navi di stazza superiore alle 40 mila tonnellate passeranno solo se l'algoritmo darà il disco verde.