Dalla bozza del contratto Di Maio - Salvini i punti 6 (Cultura) e 26 (Turismo) 6. CULTURA Il patrimonio italiano rappresenta uno degli aspetti che più ci identificano nel mondo. Il nostro Paese è colmo di ricchezze artistiche e architettoniche sparse in maniera omogenea in tutto il territorio, e in ogni campo dell'arte rappresentiamo un'eccellenza a livello mondiale, sia essa la danza, il cinema, la musica, il teatro. Tuttavia, nonostante tali risorse l'Italia oggi non sfrutta a pieno le sue possibilità, lasciando in alcuni casi i propri beni ed il proprio patrimonio culturale nella condizione di non essere sfruttati a dovere. I beni culturali sono uno strumento fondamentale per lo sviluppo del turismo in tutto il territorio italiano. Tuttavia lo Stato non può limitarsi alla sola conservazione del bene, ma deve valorizzarlo e renderlo fruibile attraverso sistemi e modelli efficaci, e grazie ad una gestione attenta ed una migliore cooperazione tra gli enti pubblici e i privati. Occorre mettere in campo misure in grado di tutelare il bene nel lungo periodo, utilizzando le risorse a disposizione in maniera virtuosa. È necessario partire da un principio chiaro: la cultura è un motore di crescita di inestimabile valore, e certamente non un costo inutile. Tagliare in maniera lineare e non ragionata la spesa da destinare al nostro patrimonio, sia esso artistico che culturale, significa ridurre in misura considerevole le possibilità di accrescere la ricchezza anche economica dei nostri territori. I nostri Musei, i siti storici, archeologici e UNESCO, inoltre, devono tornare ad essere poli di attrazione e interesse internazionale, attraverso un complessivo aumento della fruibilità e un adeguato miglioramento dei servizi offerti ai visitatori. Tra le varie forme, d'arte lo spettacolo dal vivo rappresenta senz'altro una delle migliori eccellenze del nostro Paese. Eppure l'attuale sistema di finanziamento, determinato dalla suddivisione secondo criteri non del tutto oggettivi delle risorse presenti nel Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), limita le possibilità delle nostre migliori realtà e impedisce lo sviluppo di nuovi progetti realmente meritevoli. Riteniamo pertanto necessario prevedere una riforma del sistema di finanziamento che rimetta al centro la qualità dei progetti artistici. 26. TURISMO L'Italia è una nazione a vocazione turistica grazie al patrimonio storico, culturale, paesaggistico e naturale e ad eccellenze quali, ad esempio, l'enogastronomia, la moda, il design, unici al mondo. Il Turismo vale attualmente il 12 del PIL e il 14 dell'occupazione. Può valere molto di più e diventare uno dei settori cardine per l'attivazione del volano della nostra economia. Un Paese come l'Italia non può non avere un Ministero del Turismo, che non può essere solo una direzione di un altro Ministero (il turismo culturale è solo uno dei "turismi") ma ha bisogno di centralità di governance e di competenza, con una vision e una mission coerenti ai grandi obiettivi di crescita che il nostro Paese può raggiungere. Il Ministero dovrà raggiungere obiettivi importanti attraverso la creazione di un circolo virtuoso pubblico-privato e una maggiore efficacia nei rapporti con le Regioni; il tutto in pieno coordinamento tra gli operatori turistici, le varie Associazioni e le Istituzioni e gli 35 altri Ministeri di materie "collegate" al Turismo, come ad esempio i Trasporti, le Infrastrutture, l'Agricoltura, lo Sviluppo Economico, le Telecomunicazioni, la Cultura, ecc. La nuova struttura ministeriale non dovrà avere un impatto economico negativo per le casse statali, pertanto verranno individuati due passaggi formali fondamentali che si svolgeranno nel tempo della legislatura: un'iniziale scorporazione delle competenze turistiche fuori dal MiBACT per ricollocarle in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sottoforma di Dipartimento. Successivamente, attraverso passaggi legislativi graduali e oculati rispetto alle Competenze Regionali, ma soprattutto con un lavoro costante sulla riorganizzazione delle risorse finanziarie dedicate al turismo (attraverso tutti gli interventi elencati di seguito) si potrebbe creare il Ministero con Portafoglio dedicato al turismo. La riorganizzazione di ENIT sarà cruciale per attivare un volano importante per la promozione dell'Italia all'estero, secondo obiettivi definiti e una trasparente misurazione dei risultati. Per l'importante obiettivo del recupero della competitività delle imprese nazionali nel turismo è essenziale introdurre degli interventi importanti in ambito di fiscalità, combattere l'abusivismo a tutti i livelli e in tutti i comparti e recuperare maggiori tutele in Europa. In particolare, si punta all'introduzione della "Web Tax turistica" per contrastare la concorrenza sleale delle OLTA (OnLine Travel Agency) straniere che creano danni enormi agli operatori del settore turistico e alle casse dello Stato, andando oltre i controlli a campione che sono costosi ed inefficienti e le sanzioni che sono tardive, lievi e spesso inesigibili. In considerazione del rifinanziamento delle risorse a favore degli enti locali prevediamo di abolire la tassa di soggiorno. Un settore che genera il 14 di occupazione diretta ed indiretta solo nel nostro Paese e che nel mondo vale 1 lavoro su 10, è un settore chiave dello sviluppo economico, sociale e culturale. Nel Turismo in Italia c'è una formazione specifica, ma troppo spesso non è sufficiente e soprattutto adatta a preparare adeguatamente i giovani al lavoro reale del settore. Gli interventi da realizzare devono essere di ampio spettro e non solo finalizzati alla specializzazione. Il Turismo inoltre è uno dei settori che può dare più lavoro ai giovani e sarà necessario incentivarne l'occupazione anche attraverso interventi di decontribuzione per alcuni anni (minimo 2) alle imprese turistiche che assumono i nostri giovani. Occupazione e Formazione sono inoltre strettamente legate e sarà necessario ristrutturarne le basi, partendo, ad esempio, dal riordino della professione di Guida Turistica (biglietto da visita importantissimo per i turisti) e da una trasformazione degli Istituti Alberghieri Statali verso la forma dei College Specialistici (sul modello svizzero e francese). A livello di Strategia nazionale va recuperata una gestione efficiente ed efficace del marketing Paese realizzato attraverso l'Ente di Promozione del turismo che in questi anni ha fallito gli importanti obiettivi di promozione coordinata dell'Italia all'estero, ingoiando risorse pubbliche senza il minimo controllo. Gli interventi che ci si propone in questo ambito passano dunque innanzitutto per una ridefinizione completa del sistema di governance di ENIT e del suo funzionamento finanziario, economico ed operativo. L'intervento complessivo in ambito di marketing non può prescindere dagli interventi nell'ambito della digitalizzazione, affinché sia reale e diffusa, non solo con l'estensione 36 del wi-fi sul territorio ma anche e soprattutto con l'implementazione di pratiche ed iniziative che consentano di governare realmente i flussi del turismo, anche e soprattutto in ottica predittiva. Il turismo nel mondo ormai è prevalentemente digitale: l'offerta e la domanda turistica si muovono a livello globale in contesti trasformati digitalmente ed altamente disintermediati, come accade nei settori manifatturieri tradizionali. L'Italia non può restare fuori da questa trasformazione. E' dunque cruciale governare questo importante ambito sia dal lato dell'offerta (destinazioni, vettori di trasporto, piattaforme e Olta, player social globali, ecc.) che da quello della domanda (ampliamento dell'accesso alle informazioni, monitoraggio ed integrazione delle fonti, gestione dei Big Data, segmentazione, profilazione e definizione dei trend previsionali), attraverso la revisione delle piattaforme digitali esistenti e la realizzazione di una piattaforma nazionale unica dedicata al turismo e al turista non solo come piattaforma di comunicazione e promozione del Paese ma anche come piattaforma di e-commerce del prodotto turistico culturale (prenotazione alberghi, tour, ristoranti, biglietteria museale e teatrale), al fine di riuscire a fare dell'Italia la nazione alla quale in futuro tutto il mondo guarderà come modello turistico, come accade oggi per altre eccellenze riconosciute universalmente. Al di là dei vari "turismi" e delle specificità di prodotti turistici, la cui definizione ed interesse deve necessariamente scaturire dalla corretta analisi dei trend, ma soprattutto dalle considerazioni del settore privato, una priorità fondamentale è il turismo accessibile, che non deve limitarsi al solo abbattimento delle barriere architettoniche, perché il prodotto turistico deve essere fruibile a tutti i livelli e in maniera inclusiva e sostenibile.
Fonte non specificata
17 Maggio 2018
Cultura e Turismo: due punti della bozza Di Maio - Salvini
Artista / Persona
Bene culturale
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